Il cordoglio
Il coro ultras nella piazza di Borgo Vecchio: «Alessia nel cuore». L'omaggio alla bambina super-tifosa nel giorno dei funerali
Cori da stadio, botti e musica funebre: un intreccio di linguaggi mentre il capoluogo regionale mostrava il suo volto più autentico e commovente per la piccola Alessia La Rosa
Non è tanto una folla, è un fiume. Migliaia di persone, molte delle quali non riescono nemmeno a entrare in cattedrale. All’esterno, però, si concentra tutto: una distesa rosanero fatta di bandiere giganti, magliette con la scritta “ciao guerriera”, palloncini, unicorni, sciarpe. Se non fosse per le lacrime che attraversano i volti, sembrerebbe una festa allo stadio.
Per l’ultimo saluto alla piccola Alessia La Rosa, Palermo ha mostrato la sua parte più autentica e commovente. La messa, celebrata in Cattedrale alle 9,30, è stata partecipatissima. Tante le lacrime, impossibili da trattenere davanti a quella piccola bara bianca che ha attraversato la navata tra il silenzio e il dolore.
Dentro la cattedrale, poco prima di «chiudere gli occhi», è stato ricordato un gesto che ha colpito tutti i presenti: Alessia aveva consegnato ai genitori una lettera. Il contenuto è stato letto durante la cerimonia dal suo maestro di ballo, Giuseppe Di Michele. Parole che hanno restituito, tra commozione e silenzio, frammenti della sua quotidianità: il rapporto con i fratelli, il legame con la mamma e il papà, l’affetto per le compagne di danza e anche un messaggio rivolto al suo insegnante, tra ironia e tenerezza. In chiesa è rimasta soprattutto l’immagine di una bambina che, fino all’ultimo, ha voluto lasciare un pensiero ai suoi affetti più vicini.
Ma il vero “popolo” di Alessia l’aspettava fuori: i tifosi della Curva Nord, che hanno portato il feretro a spalla lungo via Matteo Bonello fino a via delle Cappuccinelle, accompagnandolo verso il quartiere Capo. Alessia faceva parte anche della confraternita di Maria SS. delle Grazie ai Pirriaturi al Capo. Accanto alla bara, i familiari: la mamma Maria Concetta, il papà Giacomo, la sorella Giulia e il fratello Cristian.
Da lì, il corteo si è spostato in auto verso Borgo Vecchio. Ed è qui che si è consumato un altro momento di forte impatto emotivo: l’abbraccio della piazza, con striscioni appesi ai palazzi in ogni angolo. Scritte che raccontano un affetto diffuso e immediato: “Alessia figlia di Palermo”, “Alessia stella bella”, “Alessia voce e forza eterne”, “Ciao piccola Alessia”.
Nel quartiere Borgo Vecchio il corteo è stato accompagnato da cori da stadio, botti, ma anche da musica funebre. Un intreccio di linguaggi diversi, tra dolore e appartenenza, che ha scandito il passaggio lungo tutto il corso.
La salma verrà cremata.

