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LE IMMAGINI

Uno squalo bianco nel Canale di Sicilia, rarissimo avvistamento ripreso in un video: «Le mie dita tremavano»

I sub della Ghost Diving stavano recuperando reti fantasma da un relitto quando l'esemplare si è avvicinato indisturbato

08 Giugno 2026, 13:15

13:21

Un'ombra che si avvicina, poi il muso, poi la pinna che ondeggia. E infine, tranquillo com'era arrivato, lo squalo se ne va. Le immagini girate a maggio nelle acque del Canale di Sicilia, tra la costa dell'Isola e la Tunisia, mostrano un grande squalo bianco in libertà nel Mediterraneo: un avvistamento così raro da far tremare le mani anche a chi di mari e fondali se ne intende.

«Lo squalo era abbastanza vicino a noi. Quando cercavo di mettere in funzione la telecamera le mie dita tremavano», ha raccontato alla BBC Derk Remmers, sub volontario della Ghost Diving, organizzazione internazionale di subacquei tecnici. «È stato un momento davvero speciale».

Remmers faceva parte di una spedizione organizzata dalla Fondazione Healthy Seas per recuperare reti fantasma, gli attrezzi da pesca abbandonati sui fondali che continuano a intrappolare e uccidere la fauna marina. L'obiettivo, in questo caso, era liberare un relitto sommerso dove le reti si erano incagliate. Le vecchie navi affondate nel Mediterraneo sono oggetto di studio e monitoraggio perché col tempo si trasformano in rifugi di biodiversità: pareti colonizzate da organismi marini, habitat stabili per specie che altrove non troverebbero riparo. Invece di reti da recuperare, i sub si sono ritrovati davanti a uno degli animali più rari del mare nostrum.

L'esemplare, che gli esperti ritengono un maschio adulto, nuotava a molte miglia dalla costa. Gli scienziati escludono rischi per i bagnanti. Nel Mediterraneo il grande squalo bianco è ormai ai margini dell'estinzione: la pesca eccessiva ha decimato la popolazione nel corso dei decenni, e segnalazioni come questa restano eventi eccezionali, anche se non del tutto isolati.

I conservazionisti sperano che le immagini possano tradursi in pressione politica: servono aree marine protette nelle acque mediterranee, dicono, e politiche più efficaci contro l'abbandono degli attrezzi da pesca. Senza interventi concreti, gli ecosistemi che ancora riescono a ospitare predatori di questo valore rischiano di non farcela.

Video da Facebook/ Pascal van Erp e Ghost Diving