Festival
Giancarlo Giannini al Taormina Film Festival: «Non bisogna temere l'Intelligenza Artificiale»
Un'icona del cinema tra premi e doppiaggi, il film "Baracoa" e riflessioni sulla morte
Diventato ormai un’icona senza tempo, Giancarlo Giannini è arrivato al Taormina Film Festival portando con sé, su quel volto affabilmente corrucciato e incredibilmente espressivo, una grossa fetta della storia del cinema italiano, e non solo. Principalmente attore e doppiatore, una candidatura all’Oscar come migliore attore per il film Pasqualino Settebellezze, insignito di sei David di Donatello, sei Nastri D’Argento e cinque Globi d’oro, nonché di un Prix d'interprétation masculine a Cannes nel 1973 per Film d’amore e d’anarchia. Giannini ha lavorato con alcuni dei più importanti registi del cinema mondiale, da Lina Wertmüller a Luchino Visconti, da Ettore Scola a Mario Monicelli, da Nanni Loy a Rick Rosenthal, da Francis Ford Coppola a Guillermo Del Toro, e doppiato alcuni dei più grandi attori contemporanei, come Al Pacino, Jack Nicholson e Dustin Hoffman in alcuni dei loro film più importanti. Giannini è nel cast del film Baracoa, di Luis Ernesto Donas, in gara nella sezione Fuori concorso. Al Teatro antico l’attore riceverà stasera il Taormina Film Festival Lifetime Achievement Award.
«Non bisogna avere paura dell’intelligenza artificiale, perché l’abbiamo creata noi. È come un vocabolario. È come avere un amico che odi, l’amico parla con te e tu controbatti. L’intelligenza artificiale può esserti utile, ma cerchiamo sempre di rimanere noi nel criticarla».
Di fronte ai giornalisti Giannini ha parlato con scioltezza e onestà di tutto. Anche della morte. «Per me la morte è una grande avventura. Non dovrò pensare troppo. Tutto diventa naturale. Ma alla porta del paradiso, chiederò a Pietro: “È nato prima l’uovo o la gallina?” E lui mi dirà: “Sono fatti nostri”».