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Cefalù

Musumeci: "Il mare come ponte tra Italia e Africa per riconquistare il Mediterraneo"

Il piano Mattei per riposizionare il Paese nel Mediterraneo; il mare da tutelare contro plastica, reti abbandonate e sversamenti

13 Giugno 2026, 14:46

15:10

L'Italia conta nel mondo se sa darsi un ruolo di protagonista nel Mediterraneo. Ed è un ruolo che ha perso perché non lo ha voluto l’Italia, perché non lo ha voluto l'Europa che si è preoccupata negli ultimi quarant'anni di guardare al Nord, dove ci sono i ghiacciai, nel Baltico e ad Est e nel frattempo chi si muoveva dalle nostre parti, la Russia e la Cina che hanno conquistato buona parte dell’Africa. Ecco perché il piano Mattei non è solo un titolo, ma è il tentativo di ricostruire questo ideale ponte fra l’Italia e l’Africa, perché gli africani guardano all’Europa essenzialmente". E' quanto ha affermato oggi il ministro per il Mare, Nello Musumeci intervenendo alla manifestazione "Parliamo di mare" a Cefalù (Palermo).

"E in Europa a chi guardano? - dice -. "E in questo contesto nazionale di vicinanza con l’Africa, qual è il territorio proiettato sull'Africa se non la Sicilia? Ed è chiaro che noi dobbiamo immaginare che l’Africa fra cinque, 10, 15 anni non è più quel continente fortemente degradato dal punto di vista socio-economico che abbiamo conosciuto nel passato. E allora, se stabiliamo un rapporto di pari responsabilità e pari rispetto fra Europa e Africa e fra Italia e Africa, beh i nostri figli e i nostri nipoti hanno da trarne soltanto vantaggi". "E qual è l’elemento di collegamento se non il mare? Ecco perché è tornato protagonista il mare. Che non chiede niente all’uomo - aggiunge Musumeci - se potesse parlare, come direbbe Giovanni Verga, il mare dice soltanto aiutatemi perché sono malato, perché mi state mi state devastando, mi state rovinando. Migliaia di chilometri di reti abbandonate milioni di tonnellate di plastica nei fondali, i fiumi che finiscono a mare avvelenati gli sversamenti delle navi che non hanno adeguato le loro strutture ad un nuovo modello ecologico".

Il ministro ha poi rilanciato sull'importanza di creare nuovi porti turistici. "E laddove le condizioni ambientali dei luoghi non dovessero consentirlo, ci accontenteremmo degli approdi che sono strutture precarie, strutture mobili, strutture leggere, come sa bene la Capitaneria di porto, Guardia costiera, la Marina militare, come sa bene la Guardia di Finanza, che è polizia di mare, come sanno bene i carabinieri e tutte le altre forze dell’ordine, quindi la necessità di dover guardare al mare con un particolare stato d’animo, improntato ad ottimismo".