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l'accoltellamento

"Mi sono divertito, lo rifarei": il video dell'orrore al bar di Milano che incastra il ventiduenne

Le riprese mostrano il momento esatto in cui il giovane sfodera la lama da 21 centimetri colpendo a tradimento Gerardo. Solo l'intervento di alcuni eroi per caso evita l'omicidio

05 Luglio 2026, 21:45

21:50

Una tranquilla colazione d’estate, il caffè ai tavolini e, all’improvviso, il sangue.

Milano si risveglia con una brutale aggressione consumata all’alba di sabato 4 luglio 2026 tra i tavolini di un bar in via Capecelatro, nel quartiere di San Siro.

Un gesto che, allo stato degli atti, non sembra originare da litigi o regolamenti di conti, ma da una raggelante motivazione: la volontà di fare del male “per divertirsi”.

La vittima è Gerardo P., 55 anni. Si trovava all’esterno del locale con il padre, 78 anni, quando, senza alcun preavviso, è stato assalito alle spalle.

A colpirlo, un giovane con il volto parzialmente coperto, armato di un coltello descritto in alcuni atti come un “bifilare” lungo 21 centimetri, che gli ha inferto una ventina di fendenti a testa, collo, torace e addome.

A impedire che quella mattina si trasformasse in tragedia è stata una vera catena umana di “eroi per caso”. Per primo il padre della vittima, che nonostante l’età ha reagito d’istinto; poi alcuni clienti del bar – tra cui muratori egiziani – si sono lanciati sull’aggressore per immobilizzarlo in una scena che i testimoni hanno descritto come “tutta piena di sangue”.

Le Volanti della Questura sono intervenute poco dopo e hanno arrestato l’autore dell’attacco: si tratta di Lamin Saidilly, 22 anni, nato a Conegliano Veneto e con un passato recente in Inghilterra.

Le parole da lui pronunciate davanti agli agenti sono sconvolgenti: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Una dichiarazione che gli investigatori hanno inserito nel quadro accusatorio a dimostrazione dell’altissima pericolosità del giovane.

La Procura, con il pm Elio Ramondini, contesta al ventiduenne il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Secondo l’ipotesi accusatoria, Saidilly sarebbe uscito di casa con passamontagna e arma già in tasca, con l’intento di aggredire la prima persona vulnerabile incontrata.

Resta aperta la questione del movente. Il giovane è risultato negativo ad alcol e sostanze stupefacenti e i familiari hanno escluso percorsi psichiatrici in corso.

Trasportato in codice rosso al Niguarda con un polmone collassato e lesioni al fegato, Gerardo P. è ora fuori pericolo, sebbene lo attenda un lungo e complesso percorso di riabilitazione.

Nel quartiere permane lo shock per l’imprevedibilità di un male così gratuito, ma a far luce su quelle ore resta l’immenso coraggio civile di chi, rischiando la propria vita, ha scelto di intervenire per salvare uno sconosciuto.