l'accoltellamento
"Mi sono divertito, lo rifarei": il video dell'orrore al bar di Milano che incastra il ventiduenne
Le riprese mostrano il momento esatto in cui il giovane sfodera la lama da 21 centimetri colpendo a tradimento Gerardo. Solo l'intervento di alcuni eroi per caso evita l'omicidio
Una tranquilla colazione d’estate, il caffè ai tavolini e, all’improvviso, il sangue.
Milano si risveglia con una brutale aggressione consumata all’alba di sabato 4 luglio 2026 tra i tavolini di un bar in via Capecelatro, nel quartiere di San Siro.
Un gesto che, allo stato degli atti, non sembra originare da litigi o regolamenti di conti, ma da una raggelante motivazione: la volontà di fare del male “per divertirsi”.
La vittima è Gerardo P., 55 anni. Si trovava all’esterno del locale con il padre, 78 anni, quando, senza alcun preavviso, è stato assalito alle spalle.
A colpirlo, un giovane con il volto parzialmente coperto, armato di un coltello descritto in alcuni atti come un “bifilare” lungo 21 centimetri, che gli ha inferto una ventina di fendenti a testa, collo, torace e addome.
A impedire che quella mattina si trasformasse in tragedia è stata una vera catena umana di “eroi per caso”. Per primo il padre della vittima, che nonostante l’età ha reagito d’istinto; poi alcuni clienti del bar – tra cui muratori egiziani – si sono lanciati sull’aggressore per immobilizzarlo in una scena che i testimoni hanno descritto come “tutta piena di sangue”.
Le Volanti della Questura sono intervenute poco dopo e hanno arrestato l’autore dell’attacco: si tratta di Lamin Saidilly, 22 anni, nato a Conegliano Veneto e con un passato recente in Inghilterra.
Le parole da lui pronunciate davanti agli agenti sono sconvolgenti: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Una dichiarazione che gli investigatori hanno inserito nel quadro accusatorio a dimostrazione dell’altissima pericolosità del giovane.
La Procura, con il pm Elio Ramondini, contesta al ventiduenne il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Secondo l’ipotesi accusatoria, Saidilly sarebbe uscito di casa con passamontagna e arma già in tasca, con l’intento di aggredire la prima persona vulnerabile incontrata.
Resta aperta la questione del movente. Il giovane è risultato negativo ad alcol e sostanze stupefacenti e i familiari hanno escluso percorsi psichiatrici in corso.
Trasportato in codice rosso al Niguarda con un polmone collassato e lesioni al fegato, Gerardo P. è ora fuori pericolo, sebbene lo attenda un lungo e complesso percorso di riabilitazione.
Nel quartiere permane lo shock per l’imprevedibilità di un male così gratuito, ma a far luce su quelle ore resta l’immenso coraggio civile di chi, rischiando la propria vita, ha scelto di intervenire per salvare uno sconosciuto.