la guerra
Naufragio russo ad Azov: l'offensiva ucraina fa strage di rimorchiatori e navi cargo (e l'Ucraina diffonde il video)
L'esercito di Kiev trasforma il mare in un campo minato logistico facendo saltare le finestre di carico e paralizzando i porti strategici del sud
Nel bacino più piccolo e meno raccontato del conflitto ucraino, il Mar d’Azov, si sta consumando una partita militare destinata a ripercuotersi sui mercati internazionali.
In questo specchio d’acqua chiuso e poco profondo, Kiev ha avviato una campagna di attacchi su larga scala contro la flotta commerciale e logistica russa, trasformando una rotta cruciale in un passaggio ad alto rischio.
Secondo un video rilanciato dalle autorità ucraine le forze di Kiev avrebbero messo fuori uso 11 unità appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra” russa. Il conteggio di questa singola azione includerebbe cinque petroliere, navi da carico secco e un rimorchiatore. Pochi giorni prima, infatti, l’Ucraina aveva rivendicato il danneggiamento di 76 navi russe.
Il culmine sarebbe stato raggiunto nella notte tra il 10 e l’11 luglio, con 28 unità colpite: 21 petroliere, quattro rimorchiatori, due cargo e una draga. La ripresa degli attacchi contro la navigazione commerciale è stata confermata anche dall’International Maritime Organization ed è stata riportata dall’Associated Press.
Colpire le imbarcazioni in questo stretto snodo significa incrinare un’arteria vitale: il Mar d’Azov è essenziale per alimentare i traffici nel Mar Nero, rifornire la Crimea occupata e sostenere i porti del sud.
Non si tratta soltanto di un dossier militare. In queste acque transita circa un quarto delle esportazioni di grano della Russia, oltre a flussi continui di greggio e prodotti raffinati.
Colpendo petroliere e cargo russi, l’Ucraina sta riconfigurando il Mar d’Azov da corridoio logistico di Mosca a potenziale incubo per l’economia e i rifornimenti del Cremlino.