L'emergenza
La Sicilia "brucia": le immagini dal drone del corpo forestale
Ondata di calore fino a 49 gradi, blackout notturni, evacuazioni e richieste di intervento militare
Caldo soffocante con punte di 40 gradi, aria irrespirabile, strade semi-deserte nelle ore centrali con i turisti alla ricerca di ombra e fontane, ristoranti che scelgono di non aprire a pranzo, blackout elettrici in varie aree — a Palermo anche di notte — a causa del surriscaldamento delle reti di distribuzione.
Intanto, decine di ettari di boschi e macchia mediterranea sono andati in fumo in Sicilia, Calabria e Molise, mentre vigili del fuoco, Corpo forestale e Protezione civile operano senza sosta da terra e con elicotteri e canadair per domare i roghi che devastano campi e coltivazioni.
Disagi significativi si registrano anche in Sardegna, Puglia, Umbria e Toscana. La situazione più critica è in Sicilia.
Il presidente della Regione, Renato Schifani, si è recato nella Sala operativa unificata per monitorare il coordinamento degli interventi contro gli incendi.
Da una settimana l’Isola è stretta nella morsa di un’ondata di calore senza tregua: a Palermo e nelle aree interne si sono toccati i 49 gradi nelle ore diurne, con temperature che la sera non scendono sotto i 30. Oggi il picco a Noto (Siracusa) con 46 gradi.
Condizioni estreme che mettono a dura prova soprattutto anziani e persone fragili, costrette a restare in casa con i condizionatori accesi 24 ore su 24.
A complicare ulteriormente il quadro, nelle ultime 48 ore, il vento di scirocco, che ha alimentato i numerosi fronti, minacciando abitazioni, attività commerciali e strutture turistiche.
A Santo Stefano Quisquina (Agrigento), questa mattina oltre cento residenti sono stati evacuati per un vasto incendio sviluppatosi a ridosso del centro abitato. Per timore di un’ulteriore avanzata delle fiamme sono stati predisposti presidi dei vigili del fuoco in prossimità di un deposito di ossigeno, di una stazione di servizio e di una fabbrica di fuochi d’artificio. “La situazione è drammatica”, ha dichiarato il sindaco Francesco Cacciatore.
In via precauzionale, 22 pazienti della clinica Ignazio Attardi sono stati trasferiti in altre strutture.
Disposto l’allontanamento anche per i residenti nelle abitazioni lungo la statale che collega Santo Stefano Quisquina a Bivona, altro comune duramente colpito da un vasto rogo.
In molti si sono attivati per fronteggiare l’emergenza: agricoltori con escavatori, ruspe e trattori hanno tracciato tagliafuoco, mentre altri contadini, con cisterne e contenitori d’acqua, hanno assistito vigili del fuoco, forestali, volontari della Protezione civile, carabinieri e vigili urbani.
Nella parte bassa di Bivona, già martoriata nelle scorse ore, sono stati segnalati nuovi focolai e la rottura delle condutture idriche.
“Ci stiamo nuovamente mobilitando, già abbiamo avuto danni ad aziende agricole e zootecniche, così come ad alcune abitazioni. Ho già dato mandato agli uffici di predisporre tutti gli atti per richiedere lo stato di crisi”, ha detto il sindaco Milko Cinà.
Per Legambiente Sicilia “è piena emergenza”. L’associazione sollecita “già dalle prossime ore e per l’intero periodo estivo in tutti i casi di allerte meteo, sia l’intervento straordinario dell’esercito, al fine di potenziare le azioni di fondamentale presidio del territorio, con finalità di deterrenza per scongiurare gli atti criminali di questi giorni, sia il potenziamento dell’utilizzo dei mezzi antincendio della Marina militare e delle altre forze dell’ordine”.