il reportage
Ferragosto e rischi sul litorale catanese: falò, fuochi e danni all'Oasi del Simeto
La minaccia ambientale dopo la notte più lunga dell'estate in una delle spiagge più gettonate della Sicilia
La notte di Ferragosto sul litorale catanese, rischia ancora una volta di trasformarsi in una sfida alle istituzioni. Migliaia di persone sulle spiagge celebrano la notte del culmine d’estate, ma insieme alla spensieratezza dei festeggiamenti si ripropongono condotte che mettono a rischio la sicurezza dell’ambiente e delle persone.
Falò accesi sulla spiaggia, braci lasciate incustodite, fuochi d’artificio e petardi esplosi senza autorizzazione. Usanza preoccupante, soprattutto durante una stagione caratterizzata dal rischio incendi oltretutto a ridosso dei boschetti del litorale. Le ordinanze comunali sulla prevenzione incendi prevedono i divieti di accendere fuochi e l’utilizzo di fuochi d’artificio soprattutto nelle aree a rischio, salvo le necessarie autorizzazioni.
Ma la notte del 14 agosto i divieti si trasformano in parole senza senso. Il fragore dei botti accompagna la serata, 30 minuti continuati sul litorale catanese, mentre razzi, lanterne ascensionali e altri artifici vengono lanciati anche in prossimità di persone, strutture balneari, aree di vegetazione e abitazioni civili. Non è più una questione etica o di disturbo, è mancanza di sicurezza. Negli anni questa pratica ha perso senso e controllo, ogni materiale incandescente che cade sulla vegetazione può diventare un potenziale innesco. Per non parlare dei danni ambientali derivanti dall’uso delle lanterne ascensionali, che nella maggior parte dei casi finiscono in mare danneggiando la fauna marina, le tartarughe caretta caretta, in particolare, che oltretutto nidificano proprio in queste zone.
Il problema assume contorni ancora più delicati quando queste attività interessano zone di particolare rilievo naturalistico. Parte di questo territorio ricade infatti nell’area della Riserva Naturale Orientata Oasi del Simeto, un ambiente sottoposto a speciali misure di tutela ambientale per la salvaguardia della flora, della fauna e degli habitat.
Le amministrazioni comunali, dal canto loro, hanno adottato nel tempo ordinanze specifiche proprio per evitare falò, attendamenti e comportamenti pericolosi durante Ferragosto. Prevedendo, in precedenti provvedimenti, divieti di accensione di fuochi sul litorale, ed altre limitazioni finalizzate alla sicurezza.
Ma il vero punto è un altro: quanto possono essere efficaci i divieti se una parte dei cittadini decide semplicemente di ignorarli?
È una domanda che puntualmente ci si fa ogni estate e alla quale c’è una risposta. Amministrazioni comunali, Polizia municipale, forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Corpo forestale e Guardia Costiera possono predisporre controlli e servizi straordinari, ma risulta impossibile presidiare ogni metro di un litorale affollato, soprattutto nelle ore della notte, per la sicurezza degli operatori e per la mancanza endemica di personale che rende vano ogni sforzo delle istituzioni, che restano imbrigliate tutto il turno nelle mille emergenze.
Il risultato è un quadro che appare, almeno in alcuni tratti, incontrollato. L’organizzazione di falò e feste, fuochi d’artificio sparati senza autorizzazione, le regole di sicurezza che vengono considerate ostacolo al divertimento e non tutela della collettività, questa è la regola.
Il Ferragosto può e deve rimanere una festa. Ma festa non significa rischio per un territorio già fragile, per le persone e per chi quella notte è chiamato a intervenire in caso di emergenza. Il problema non è esclusivamente l’assenza di controllo è anche e soprattutto la difficoltà, da parte di certuni, di comprendere che alcune regole non sono negoziabili né derogabili.
Perché ignorare un divieto comporta conseguenze a terzi, e rischio per incolumità di persone, animali e cose. Una scintilla, un razzo o un falò sfuggito alla gestione possono trasformare una notte di festa in un teatro emergenziale.