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24 agosto 2026 - Aggiornato alle 11:34
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Catania

Targhe false e veicoli rubati in un deposito a San Cristoforo: sequestri e due denunce

Il blitz della Polizia nel quartiere: sequestrati anche jammer professionale

24 Agosto 2026, 10:52

11:23

La Polizia di Stato ha assestato un duro colpo alla rete logistica della criminalità locale, scoprendo nel cuore del quartiere San Cristoforo un deposito allestito per la preparazione di azioni delittuose di rilievo.

L’operazione, condotta nei giorni scorsi dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Catania, è scattata in via Mulini a Vento.

All’interno del locale i poliziotti hanno sorpreso cinque uomini intenti a discutere attorno a un tavolo su cui erano disposti giubbotti, scaldacollo, guanti e passamontagna: capi pesanti del tutto incongruenti con le temperature torride dell’estate, circostanza che ha fatto ipotizzare la preparazione di un’imminente attività criminale.

La perquisizione accurata dei locali e di un’intercapedine di un edificio adiacente ha consentito di rinvenire ulteriore materiale di rilevante interesse investigativo.

Gli operatori della sezione “Contrasto al Crimine diffuso” hanno sequestrato 78 targhe contraffatte — 37 posteriori fac-simile e 41 anteriori riprodotte secondo lo standard europeo, verosimilmente destinate a essere montate su veicoli da impiegare in azioni illecite.

Tra i reperti anche un dispositivo “jammer” professionale: un inibitore di segnale ad alta potenza, dotato di 16 antenne e ventole di raffreddamento, progettato per schermare frequenze wireless e neutralizzare sistemi di allarme o di localizzazione GPS, probabilmente da utilizzare durante la commissione di reati.

Gli agenti hanno inoltre svolto accertamenti su un furgone parcheggiato nel garage, risultato rubato nelle scorse settimane in un’altra provincia e munito di targhe “pulite” evidentemente apposte per occultarne l’origine furtiva. Risaliti al proprietario, il mezzo è stato riconsegnato.

Al termine delle attività sono stati sequestrati anche altri veicoli e segnaletiche identificative, riconducibili a mezzi sottratti anni prima.

L’operazione si è conclusa con l’individuazione di due catanesi: un 43enne pluripregiudicato, già sottoposto all’obbligo di dimora, e un 20enne, entrambi denunciati all’Autorità giudiziaria rispettivamente per possesso di apparecchiature atte a intercettare o interrompere comunicazioni e per riciclaggio.

Resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati, valida ora e fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.