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6 ottobre 2026 - Aggiornato alle 10:18
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Uap nei cieli di Sicilia, i video più controversi

06 Ottobre 2026, 10:18

Negli ultimi anni i cieli della Sicilia sono diventati il palcoscenico di una casistica sempre più ampia di Fenomeni Aerei Non Identificati (UAP), documentata da fotografie, webcam e filmati amatoriali. Le sequenze registrate sopra località come Randazzo, Siracusa, Messina, Tindari, Marsala e l’Etna ritraggono sagome discoidali con cupola, cilindri luminosi, bagliori in sospensione e masse sferiche.

Questo corpus di scatti e video si inserisce nel solco dei materiali declassificati dal Pentagono: attesta anomalie visive concrete, pur senza fornire risposte definitive sulla loro natura. Le riprese, infatti, non equivalgono a una prova di tecnologie extraterrestri e richiedono verifiche analitiche rigorose per escludere interpretazioni ordinarie, quali l’impiego di droni, riflessi ottici (lens flare), artefatti digitali o fenomeni geofisici. Il quadro territoriale comprende episodi di rilievo: una “flottiglia” di sfere avvistata a Randazzo nel 2022, un disco ad Acireale nel 2023, oltre a strutture cilindriche, ovoidali o dorate riprese tra il 2025 e il 2026 a Siracusa, Messina, Tindari, Catania e Marsala. In questo contesto l’Etna si configura come un laboratorio a cielo aperto: in concomitanza con l’attività eruttiva, le videocamere hanno immortalato bagliori e sagome scure. Per affrontare lo studio con criteri scientifici, l’Associazione Osservatorio Siciliano ha avviato il Progetto Oculus, una rete autonoma di monitoraggio H24 dedicata alla sorveglianza degli UAP e del vulcanismo, ispirata al modello del Popocatépetl in Messico.