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Nei call center a 200 € al mese: protestano a Catania lavoratori Almaviva

Corteo e presidio sotto lo prefettura dei co.co.co. , costretti a precepire compensi al di sotto della soglia di povertà

CATANIA - Mentre a Roma è in programma un importante appuntamento al Mise proprio sul tema dei co.co.co nei call center, i lavoratori a progetto di Almaviva Catania che si occupano dell’outbound, sfilavano in via Etnea a Catania in un corteo concluso con un presidio di protesta di fronte la prefettura del capoluogo etneo.

La manifestazione è stata organizzata da Cgil-Slc, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl e per quanto locale, ha valenza nazionale perché è proprio Catania la città con il numero più alto di lavoratori che devono fare i conti con una situazione insostenibile che conduce, in alcuni casi e su alcune commesse, a compensi non solo al di sotto della soglia di povertà, ma addirittura della dignità: meno di 200 euro dopo un mese di lavoro, seppure part time a 4 ore.

«I contratti di collaborazione degli operatori outbound dei call center non sono semplicemente dei contratti precari ma sono tra i più precari in assoluto», spiegano lavoratori e sindacati.

Nei call center chi riceve le chiamate (inbound) ha un contratto da lavoratore subordinato a tempo determinato o indeterminato e il lavoro è regolamento dal Contratto nazionale  delle Telecomunicazioni, chi effettua le chiamate (outbound) ha un particolare contratto parasubordinato da co.co.co. Collaborazione coordinata e continuata che è regolamentato da un accordo collettivo nazionale (ACN). Nel tempo questi Co.co.co permessi dalla legge si sono però trasformati in un lavoro a cottimo. Il fisso garantito che corrisponde all’80% di quanto percepito dai dipendenti, è stato eluso grazie ad una precisa strategia di conteggio dell’effettivo orario di lavoro. A seguito di questi comportamenti aziendali, l’ACN è stato ulteriormente modificato a tutela dei lavoratori, ma “ciò nonostante - spiegano i rappresentanti sindacali- ad oggi Almaviva non ha mutato la sua posizione introducendo astrusi meccanismi di calcolo che di fatto non hanno portato alcun cambiamento sulla determinazione del compenso minimo garantito”.

Inoltre, a causa di questa situazione che vanifica il fisso orario minimo garantito, i committenti hanno iniziato ad assegnare delle liste sempre meno profilate portando pertanto ad una netta diminuzione dei compensi variabili.

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commenti 1
  • enzo1361

    17 Gennaio 2019 - 16:04

    Forse se vi state a casa guadagnate di più e non fate arricchire i vostri titolari aguzzini.In galera li dovrebbero mandare,miserabili sfruttatori..

    Rispondi

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