Operazione Leonidi, il video del blitz antimafia dei carabinieri di Catania: in carcere anche giovane esponente degli Ercolano-Santapaola
L’assassinio dell’esponente di un clan rivale, pianificato da Cosa nostra, è stato sventato dai carabinieri di Catania che hanno eseguito il fermo di nove persone emesso dalla Dda della Procura. Tra i destinatari del provvedimento anche Sebastiano Ercolano, 20 anni, appartenente alla storica famiglia "Ercolano-Santapaola" di Cosa nostra, che sarebbe stato uno degli ideatori e organizzatori dell’omicidio bloccato dall’operazione "Leonidi" dei militari dell’Arma.
Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto d’arma da fuoco, con l’aggravante di avere favorito la mafia.
Dalle indagini è emerso che il delitto era la "risposta" alla sparatoria della sera del 21 ottobre 2023 nel quartiere San Cristoforo, quando Pietro Salvatore Gagliano, 26 anni, indicato come appartenente al clan Cappello-Bonaccorsi, anche lui tra i fermati, avrebbe esploso quattro colpi di arma da fuoco contro appartenenti alla famiglia di «Cosa Nostra». Due degli obiettivi, rimasti illesi, avrebbero deciso di vendicarsi, nonostante indicazioni di segno contrario provenienti da altri esponenti della stessa cosca.
I nove fermati sono: Salvatore Assinnata, di 51 anni, Giuseppe Cultrato, di 53, Sebastiano Ercolano, di 20, Davide Enrico Finocchiaro, di 38, Salvatore Finocchiaro, di 48, Salvatore Pietro Gagliano, di 26, Salvatore Poidomani, di 52, Antonino Razza, di 37, e Samuele Romeo, di 24