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Così Daniele Discrede è morto sotto gli occhi della figlia

I familiari del commerciante ucciso nel 2014 a Palermo hanno consegnato alla stampa il video del delitto opponendosi all'archiviazione. Tre banditi, fuggiti poi con il bottino, avevano preso in ostaggio la figlia

Palermo - Chiedono giustizia i familiari di Daniele Discrede, il commerciante ucciso la sera del 24 maggio del 2014. Non vogliono che si chiuda il caso senza colpevoli. E così a pochi giorni dalla decisione del gip consegnano agli organi di stampa il video dell’omicidio del loro caro. Si vede il commerciante che arriva a bordo della moto. Vede la figlia, in ostaggio dei rapinatori e si scaglia contro uno di loro. Il bandito spara. Lui cade a terra. Nel frattempo arriva un altro rapinatore armato. Daniele per proteggere la figlia alza un braccio. Resta per terra a 42 anni. Ha il tempo di raccontare ai poliziotti che il commando era composto da tre persone e che si sono portati via 4500 euro. Da allora la famiglia non ha smesso di chiedere giustizia. Gli assassini non sono stati individuati. Dopo oltre tre anni di indagini senza esito la Procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione. I parenti di Discrede si sono opposti e adesso spetta al giudice per le indagini preliminari Marcella Ferrara decidere se chiudere il caso.


Ad assistere la famiglia l’avvocato Antonino Gattuso. «Non smetteremo mai di ricercare la verità sulla morte di mio fratello - dice Vito Discrede - Noi chiediamo di proseguire nelle indagini per risalire a chi ha ucciso in modo barbaro mio fratello». La famiglia attraverso il legale ha presentato un atto di opposizione nel quale sono stati individuati diversi aspetti di incompletezza delle indagini che potrebbero dare una seria svolta alla individuazione dei responsabili. Quattro i punti sottolineati dalla famiglia. Si chiede di confrontare la rapina al supermercato con tutte le altre su cui hanno indagato polizia e carabinieri. L’auto della rapina fu rubata otto mesi prima a Terrasini. Un’auto uguale è stata ritrovata a Torretta poche ore dopo l’omicidio. È la stessa auto usata dai rapinatori? Secondo l’avvocato Gattuso, grazie a sofisticati programmi, di misurare i tratti antropometrici dei rapinatori. La famiglia ha chiesto di indagare sui dipendenti e su qualcuno che era stato licenziato per un furto da Daniele e su strane telefonate che sono arrivate poco dopo il delitto. 

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