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Ciclone Harry, Elly Schlein a Riposto: «Servono più risorse, qui per accendere i riflettori. Questa non è un'emergenza di serie B»
Tappa sul lungomare, davanti al piccolo parco giochi inaugurato in estate e devastato dal ciclone. E poi al porto dove si stimano necessari interventi per 10 milioni di euro
Sul molo del porto di Riposto, ferito in maniera strutturale dalla forza distruttrice del mare, ci sono la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, la referente dei dem nel Comune ionico Claudia D'Aita e il sindaco Davide Vasta. «Per qualunque cosa - dice Schlein al primo cittadino - i nostri referenti sul territorio li conosce». Vasta e D'Aita si guardano, si sono sfidati all'ultima accesissima campagna elettorale, in consiglio comunale non mancano occasioni per scontrarsi. Ma lei rompe il silenzio e strappa un sorriso ai presenti: «È la prima volta che non litighiamo».

Elly Schlein al porto di Riposto con il sindaco Davide Vasta e la consigliera Claudia D'Aita
L'emergenza seguita al ciclone Harry - almeno per ora e qui, nel Comune ionico tra i più colpiti - appiana le differenza politiche. E la segretaria nazionale si allinea al clima. «Non sono qui per fare polemica», risponde al cronista che le chiede un commento sulla mancata visita di Giorgia Meloni in questi territori. «Sono qui - continua - per dare pieno supporto a queste comunità e questi territori. Sta a tutta Italia, a tutti noi, stare accanto per non farle sentire abbandonate. Molti dicono che non si sono mai accesi i riflettori su queste comunità? E allora siamo qui anche per accenderli, per portare tutta l’attenzione dovuta, perché questa non è un’emergenza di serie B. Non la consideri nessuno un’emergenza di serie B. Come Partito Democratico ci siamo dai primi giorni attraverso i nostri parlamentari e ho colto anch’io il primo momento utile per venire di persona a vedere coi miei occhi quello che stanno vivendo queste comunità e renderci conto di quali sono le esigenze concrete, per tornare poi in Parlamento a dare il nostro contributo».

Dopo la tappa a Niscemi, Schlein sceglie Riposto «anche se sarebbero molti i Comuni da visitare». Prima tappa davanti a un piccolo parco giochi sul lungomare, inaugurato la scorsa estate e distrutto dal ciclone. «Qui - dice - ci sono attività devastate, lavoratori fermi, famiglie in difficoltà. Serve una risposta pronta, in modo da far ripartire quante più attività possibili prima dell'arrivo della buona stagione. Ne va dell'economia di questo territorio». Il sindaco Vasta illustra le principali criticità, a cominciare dal lungomare pieno di detriti e bucato alla base dalla forza del mare. Qui finora per i lavori di somma urgenza che hanno riguardato solo la pulizia delle strade e lo smaltimento di alcuni rifiuti si sono spesi 30mila euro. Ma restano da fare moltissime cose. Via Marina di Torre, il nome che prende il lungomare all'interno del borgo di Torre Archirafi, non ha più il muretto di protezione e sotto la strada le onde hanno scavato numerose voragini. «Questo segmento - spiega il primo cittadino - contiamo di rifarlo con i lavori di somma urgenza perché è l'unica arteria di evacuazione della popolazione, quindi diventa questione di protezione civile». Poche centinaia di metri che potrebbero costare all'incirca 100mila euro. Ma per i restanti 2,5 chilometri di lungomare si dovrà aspettare la seconda fase, quella della ricostruzione. Per non parlare degli interventi necessari al porto che ospita una delle marinerie più importanti della costa ionica. Qui si parla di dieci milioni di euro.

«I danni sono ingenti alle attività economiche, alle attività agricole, alle infrastrutture e anche alle case, alle persone - sottolinea la segretaria Schlein - La prima questione sono le risorse. Bisogna trovarle, perché i danni stimati nelle tre regioni più colpite sono stati di circa 2 miliardi, quindi sono insufficienti le risorse stanziate ieri, quei 100 milioni, bisogna trovarne di più». Tra le proposte su cui il Pd insiste c'è quella di destinare a queste comunità «un miliardo messo al momento sul Ponte sullo Stretto per il 2026, che non può essere usato per lo stop alla Corte dei conti». E ancora: «Abbiamo chiesto di sospendere i tributi e più in generale di mettere mano a un grande piano contro il dissesto idrogeologico. Dobbiamo lavorare sulla prevenzione che è la migliore protezione per i cittadini e i territori. La prevenzione costa, ma non possiamo continuare a spendere dopo le emergenze quattro volte di quanto spendiamo in prevenzione».

Elly Schlein con l'ex sindaco Carmelo D'Urso, storico dirigente della sinistra locale