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25 giugno 2026 - Aggiornato alle 23:07
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la polemica

Il treno per Parigi si blocca, Laura Ravetto furiosa col suo ex leader Salvini: "Sequestro di persona"

L'ex leghista, passata con Vannacci, rimane bloccata per ore sul convoglio internazionale. Il disservizio si trasforma in una spietata resa dei conti con il ministro dei Trasporti

25 Giugno 2026, 20:07

20:21

C’è un punto preciso in cui un disservizio ferroviario, per quanto estenuante, smette di essere un guasto tecnico e si trasforma in un caso politico.

È quanto accaduto a Laura Ravetto, rimasta per ore bloccata in una carrozza di un treno internazionale diretto a Parigi, che ha convertito rabbia e stanchezza in un attacco frontale, durissimo e mirato contro il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

In un video diffuso sui social, capace di accendere immediatamente la polemica, la deputata ha definito la propria odissea un vero e proprio “sequestro di persona”, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare.

Quello della Ravetto non è soltanto il racconto di un disagio personale, ma un detonatore politico di straordinaria potenza. Per misurarne la portata occorre guardare al calendario e ai recenti spostamenti negli equilibri parlamentari: Laura Ravetto non è un’avversaria qualunque, bensì un’ex alleata di primo piano.

Dopo una lunga militanza nella Lega, il 19 maggio 2026 ha formalizzato il passaggio a Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci. Uno strappo recente che rende la sua censura assai più tagliente di una consueta schermaglia tra maggioranza e opposizione.

La responsabilità del disservizio viene brutalmente personalizzata: il bersaglio non è “il sistema” o “l’azienda”, ma direttamente il ministro. E il colpo arriva nel momento peggiore per il titolare del MIT. Da settimane la rete ferroviaria italiana è sotto pressione, segnata da interruzioni, cantieri, guasti e tensioni.

Salvini nei giorni scorsi ha convocato d’urgenza al Ministero i vertici di Ferrovie dello Stato, Trenitalia, RFI e Anas per affrontare le criticità della circolazione estiva. I numeri sul tavolo sono allarmanti: si parla di circa 600 treni colpiti da ritardi nei primi mesi dell’anno per sabotaggi o furti di rame, senza contare episodi paralizzanti come il blocco di sei ore del 17 giugno 2026 sulla linea Alta Velocità tra Milano Rogoredo e Piacenza.

Lo sfogo dell’ex leghista intercetta un malumore diffuso tra i viaggiatori, in un’estate in cui il ritardo sembra aver assunto i tratti di una possibilità strutturale. Ma soprattutto rivela come, sui binari del Paese, insieme ai treni rischi di deragliare anche la tenuta politica tra ex alleati.