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Catania: apre Wonderlad, la “casa magica” per i bimbi malati di tumore

Di Redazione
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CATANIA - «Il Governo è attento ai temi dei bambini oncologici e per questo abbiamo anche aumentato i fondi così come quelli per la non auto sufficienza e la disabilità. Un percorso doloroso che le famiglie vivono quando si hanno in casa bambini con malattie oncologiche che va accompagnato». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, a margine dell’inaugurazione a Catania di WonderLad, struttura realizzata da Lad onlus in collaborazione con CasaOz per ospitare, durante il periodo delle cure, i bambini non ospedalizzati affetti da malattie oncologiche e altre patologie gravi e le loro famiglie.

L’idea della nuova struttura prende origine dalla proposta di CasaOz di replicare l’esperienza torinese di una «quotidianità che cura» e che, restituita ai minorenni e alle famiglie, aiuta a stare meglio. Nasce così il Lad Project: realizzare una casa-laboratorio che possa contenere tutte le attività di arte terapia messe a punto negli anni da Lad.

Il concorso internazionale di architettura è stato vinto dallo studio Frontiniterrana architects di Firenze, che ha progettato una struttura con laboratori, uffici, l’auditorium polifunzionale e una zona notte pronta ad accogliere 24 persone. Sono stati realizzati anche sei monovani dotati di quattro posti letto, bagno privato e cucina, che si affacciano sulla corte interna e sul giardino. 

Un’iniziativa che, prima ancora di partire, ha già ottenuto numerosi riconoscimenti. Nei convegni internazionali di oncologia pediatrica ha ottenuto una validazione scientifica - per la qualità e le modalità innovative del sostegno e dell’accoglienza dati ai piccoli malati - la pratica da molti anni messa in atto dall’associazione onlus Lad nel reparto di Oncologia pediatrica del Policlinico di Catania e ora riproposta a WonderLad.

La “casa abbraccio” si sviluppa, disegnando un cuore, su un unico livello, senza alcuna barriera architettonica e con tutte le stanze messe a diretto contatto con l’esterno attraverso grandi finestre basse. Un edificio - come ha sottolineato l’arch. Emilio Randazzo che ne è project manager - costruito all’insegna della bioarchitettura secondo i criteri più innovativi in campo energetico e ambientale. I pannelli strutturali sono in legno di conifera uniti con giunzioni metalliche e collanti ecologici, l’isolamento è in sughero tostato privo di collanti, e tutti gli ambienti hanno un doppio impianto di climatizzazione e cioè pavimenti radianti che assicurano il caldo/freddo e un impianto di ventilazione meccanica dotato di filtri elettrostatici che garantisce la massima salubrità dell’aria, indispensabile per bambini dal sistema immunitario compromesso. A questo contribuisce il sistema di aspirazione centralizzato che evita che le polveri siano reimmesse nell’ambiente. Tutta la struttura è di classe energetica A4, cioè a consumo energetico quasi nullo.

L’edificio a corte si apre con la zona accoglienza e gli uffici e si sviluppa con 8 ambienti dedicati ai laboratori di arte terapia. Continua con una grande living con annessa cucina e con le sei residenze per altrettante famiglie di quattro persone ognuna, piccoli monovani attrezzati di bagno e cucina che si aprono sulla corte centrale e, sul retro, su uno spazio verde coperto da un pergolato, spazi comuni pensati per facilitare gli incontri. Infine la biblioteca e il grande auditorium per 300 persone interamente rivestito in legno e dotato di vele acustiche, di un grande palco e di led wall per le proiezioni. Uno spazio polifunzionale progettato da Francesco Pellisari, guru internazionale dell’acustica, ideatore degli altoparlanti omnidirezionali. Qui ci sarà una tribuna con 150 posti fissi e altre 150 poltroncine rimovibili in modo da garantire gli usi più svariati di questo spazio il cui obiettivo, come sottolinea la psicologa Cinzia Favara Sacco, presidente dell’associazione Lad, «è quello di portare esperienze straordinarie a bambini con malattie. Portare loro il teatro, il cinema e il circo significa portare la bellezza che rigenera. Questo luogo sarà aperto a tutti i catanesi e a chi voglia usufruirne per tenervi varie iniziative con le quali si contribuirà al finanziamento della struttura».

Non solo. WonderLad, con i suoi laboratori, vuole anche essere uno spazio di educazione civica. Qui si farà Pet therapy, yoga, musicoterapia, scrittura creativa, pittura, scultura, cinematografia e anche ceramica. La Fondazione Lene Thun, infatti, ha generosamente donato un forno e messo a disposizione la professionalità di una ceramista per insegnare ai bambini ad esprimersi anche attraverso questa materia. Inoltre Carmela Cipriani, dell’Harry’s Bar di Venezia, ha donato una sua favola, “Signor sonno, signor sveglia” che evoca immagini che i bambini sono sollecitati a realizzare in varie forme, anche cinematografiche, come fa già Lad al reparto di Oncologia pediatrica del Policlinico con risultati sorprendenti.

Nei laboratori andranno insieme bambini malati e bambini sani che capiranno l’importanza di essere utili a chi ha bisogno. E questo significa anche avviare un processo di inclusione che eviti l’isolamento di chi si trova a fare i conti con una grave malattia. WonderLad, infatti, è pensato anche come un luogo di filtro tra l’isolamento ospedaliero e il ritorno alle attività normali. 

Ancora. Nella corte interna di circa 1.000 metri quadrati su un grande prato saranno impiantati 3 carrubi. Uno c’è già e a piantarlo è stata la nazionale italiana Rugby. Questo spazio sarà intitolato a Maria Teresa Scarsellati Sforzolini, presidente della fondazione Altamane, uno dei primi e più importanti sostenitori di Lad. All’esterno, poi, è previsto un parco giochi donato dalla Fondazione Maria Grazia Cutuli, la giornalista catanese trucidata in Afghanistan, e a lei dedicato. Il progetto è dei ragazzi dell’Istituto europeo di Design di Roma sotto la guida dell’arch. Mario Cutuli, fratello di Maria Grazia. Infine sarà realizzato un secondo ingresso pedonale sull’attiguo parcheggio scambiatore Due Obelischi da dove parte la linea veloce di autobus Btr che collega al Policlinico, un mezzo di trasporto indispensabile per consentire alle famiglie di spostarsi dalla residenza WonderLAd al luogo dove i figli vengono curati nei periodi più critici della malattia.

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