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L'INTERVISTA

Sant'Agata Patrimonio Unesco, il professore romano che si è innamorato della festa più travolgente d'Italia: «Mi sento cittadino anch'io»

Il professor Petrillo racconta il cammino verso l'Unesco e svela il segreto di una devozione che trasforma chiunque in catanese

05 Febbraio 2026, 18:54

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"È una festa travolgente, che anche per chi come me non è catanese ti fa sentire parte di questa comunità". Con queste parole il professor Petrillo, responsabile della candidatura della Festa di Sant'Agata a Patrimonio dell'Umanità Unesco, descrive l'esperienza che lo ha conquistato e che ora coordina dal punto di vista scientifico.

Direttore della Cattedra Unesco sul patrimonio culturale immateriale all'Università di Roma, Petrillo guida il Comitato Scientifico istituito dal Comune di Catania per seguire questo ambizioso percorso di riconoscimento internazionale.

Una cittadinanza che si conquista col cuore

Ciò che colpisce maggiormente il professore è il concetto rivoluzionario di appartenenza che la festa trasmette: "La cittadinanza normalmente è legata alla residenza, alla nascita. Qui invece è legata alla devozione della Santa". Un'idea che abbatte ogni barriera geografica e culturale, permettendo a chiunque in Italia e nel mondo di sentirsi parte integrante di questa straordinaria celebrazione.

"Cittadini di Sant'Agata" è l'espressione che ha colpito profondamente Petrillo, già dalla sua prima visita il 17 agosto dello scorso anno. "Tutti devoti, tutti cittadini", sottolinea, evidenziando come questa appartenenza non si basi su fatti di nascita o elementi politici, ma sulla pura devozione alla Santa patrona.

Il cammino verso Parigi

Il lavoro procede a ritmo serrato. Il Sindaco ha istituito un comitato promotore che riunisce il Comune, il Comitato Organizzatore della Festa, il rappresentante del Vescovo e l'Università di Catania. Insieme a un gruppo di studiosi e ricercatori, attraverso approfondite ricerche sul campo, si sta redigendo il dossier di candidatura.

Le tappe sono già segnate: "Il primo obiettivo è agosto, in occasione dei 900 anni vorremmo provare a completare questa prima bozza del dossier", spiega Petrillo. Successivamente, il documento sarà consegnato al Comune che lo trasmetterà al Ministero della Cultura nel marzo del prossimo anno, con la speranza che venga approvato e inviato a Parigi, sede dell'Unesco.

Un romano innamorato di Catania

La testimonianza più toccante arriva quando il professore confessa: "Mi sento cittadino anch'io in questi giorni". Un riconoscimento che vale più di mille analisi accademiche e che dimostra come la Festa di Sant'Agata riesca davvero a trasformare chiunque la viva in un devoto, in un cittadino a pieno titolo di questa straordinaria comunità di fede.

Una festa che non si limita a celebrare, ma che crea appartenenza, identità condivisa e quel senso di comunità che trascende ogni confine. Ed è proprio questa la sua forza, il suo valore universale che potrebbe conquistare anche l'Unesco.