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Spettacoli

Nanni Moretti in Sicilia illustra il suo docufilm "Santiago. Italia"

Di Redazione
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PALERMO - Uno sguardo diagonale sull’Italia di ieri e di oggi che in appena un ora e venti ricostruisce il sostegno offerto dalla nostra ambasciata in Cile ai tanti che volevano fuggire dalla repressione del regime golpista offrendo poi un salvacondotto per l’Italia.

Il docu-film “Santiago – Italia” di Nanni Moretti proiettato oggi 24 aprile alle 17 al cinema di Francesca di Cefalù e alle 21 al cinema Rouge et Noir di Palermo racconta l’appoggio dell’Italia al popolo cileno, l’adozione di tanti esuli inseriti attivamente nel cuore della nostra società, insomma una profonda riflessione politica che segnò positivamente per sempre la sinistra, oltre che una encomiabile dimostrazione di solidarietà.

Nanni Moretti interverrà al cinema di Francesca di Cefalù e al cinema Rouge et Noir di Palermo per introdurre “Santiago – Italia” e poi alla fine delle proiezioni saluterà il pubblico.

“E’ un modo – spiega il regista – per rendere omaggio alla festa della Liberazione. Sono molto contento di presentare il mio docu-film in Sicilia, isola che amo profondamente. Quando ho cominciato a lavorare al documentario il nostro paese era un po' meno rancoroso e incattivito, adesso sto portandolo in giro per l’Italia per fare conoscere ai ragazzi una storia attuale della quale dobbiamo essere orgogliosi”.

Per “Santiago – Italia” Moretti ha ricevuto il Nastro d’Argento assegnato dal sindacato nazionale giornalisti cinematografici.

“Sono contento che questo piccolo film sull’accoglienza sia uscito in un periodo – conclude Moretti – in cui un gran pezzo della società italiana sta andando nella direzione opposta alla solidarietà, il riconoscimento premia la qualità del film e soprattutto il valore civile”. L’immagine di apertura del docu-film con Moretti che guarda dall’interno di un muretto la città di Santiago è in realtà l’enunciato di uno sguardo sull’Italia di ieri e di oggi: ci sono emozione e gioia, senso dell’umorismo e ironia, molta umanità e tanta solidarietà che il regista riesce ad esprimere nel comporre un mosaico di interviste con coloro che hanno vissuto le vicende del golpe in prima persona.

Fra le testimonianze chiave quella del diplomatico Pietro De Masi che, di fronte alla invasione della sede italiana dice “pur non avendo risposte ufficiali dall’Italia decisi alla fine di tenerli tutti”.

 

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