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La fase 2 e gli artisti, l'amarezza di Gino Astorina: «Noi i primi a chiudere e gli ultimi ad aprire»

Di Redazione
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CATANIA - «Speravo che, per la Fase 2, fosse spesa qualche parola in più per gli artisti e il mondo del teatro. Invece così non è stato. E dire che noi siamo stati i primi a chiudere e, forse, saremo gli ultimi ad aprire». Non nasconde la sua amarezza Gino Astorina, una vita passata a calcare le scene con l’anima votata alla recitazione. «Non credo sia giusto non pensare che, chi sta dietro a questo mondo, possa essere completamente appagato solo ricevendo applausi. L’artista deve vivere e molte volte non si considera questo aspetto».

Nella conferenza sulla Fase 2, il Premier Conte ha citato tante categorie di lavoratori in vista della prossima ripartenza. Nemmeno una parola, appunto, per il mondo del teatro e dello spettacolo dal vivo. «Non voglio essere polemico – prosegue Astorina - ma, quando diventa importante sensibilizzare il pubblico verso una tematica comune, si chiede aiuto all’artista. Non si pensa che lui o lei ha bisogno di portare a casa qualcosa in più dell’applauso per essere gratificato. E’importante che qualcuno si metta bene in testa che anche il nostro è un lavoro e, oltre ad avere dei doveri, abbiamo anche dei diritti».

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