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MotoGp, il ritorno di Valentino Rossi sul podio dopo 15 mesi di astinenza

Di Redazione
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ROMA - Nella giornata in cui Fabio Qurtararo fa il Marc Marquez e bissa da dominatore la vittoria di domenica scorsa sul circuito di Jerez, torna sul podio Valentino Rossi, terzo, superato da Maverick Vinales al penultimo dei 25 giri. Era dalla gara di Austin dello scorso anno che il Dottore mancava la foto dei primi tre. Una tripletta Yamaha che vede il team clienti Petronas ancora davanti a quello ufficiale.

Dopo il traguardo si è assistito ad un grande abbraccio tra il vincitore e Valentino, 21 anni il primo, 41 il secondo. I due l'anno prossimo si scambieranno le moto, chissà che già non si trasmettano anche sensazioni e consigli.

Rossi ha ingaggiato un duello di staccate con Vinales, sbagliando solo nel finale, errore che ha permesso allo spagnolo di superarlo. «Un terzo posto che vale quasi come una vittoria», ha commentato.

Oltre 15 mesi di astinenza, un’eternità per chi sul podio c'era salito già 198 volte nella sola classe regina fino ad oggi. Ma da quel 14 aprile 2019, sul circuito texano di Austin, per Valentino Rossi era iniziata una sorta di maledizione. Da allora 17 gare di delusioni e incertezze, fino a questo secondo Gp post-lockdown dove si è conquistato con le unghia e con i denti un piazzamento fra i primi tre, cedendo il secondo posto a Vinales solo a due giri dalla fine e con le gomme ormai consumate.

E con una M1 finalmente competitiva, per Rossi arriva anche il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Perchè ho fatto così tanta fatica ad avere una moto più vicina alle mie qualità? Molto semplice. In Yamaha hanno Vinales e Quartararo che vanno fortissimo. Io ho 41 anni e mi dicono "impara"». 

Rossi, che a fine stagione lascerà la Yamaha ufficiale per proseguire quasi certamente la carriera in Petronas, lancia un messaggio forte e chiaro. «Ho bisogno di persone che credano in me e che lavorino. Quando scendo dalla moto sono un pilota molto preciso che dà buone indicazioni. Ma ho dovuto lottare e se avessimo mollato forse saremmo stati vogliosi di andarcene al mare. Il GP scorso così come gran parte del 2019 è stato troppo brutto per essere vero: sarò anche vecchio e c'è sicuramente qualcuno che va più veloce di me ma la moto che ho guidato fino a domenica scorsa non era la mia».

«Noi abbiamo quattro piloti e tutti hanno un setting più o meno che va nella stessa direzione - la replica a riguardo di Lin Jarvis, managing director di Yamaha Motor Racing - Rossi ha sempre avuto problemi con le gomme e con il grip. Dopo l’ultimo weekend ha pensato di cambiare qualcosa e ha spinto per utilizzare un set-up usato in passato. Non è facile cambiare queste cose perchè i giapponesi della Yamaha hanno tanti dati e vogliono seguire la loro strada. Ma al contempo è importante sentire e capire il pilota». Fatto sta che il terzo posto di Jerez, nel Gran Premio d’Andalusia, dà ragione al centauro di Tavullia. 

«Questo risultato mi rende abbastanza ottimista, ho ritrovato delle sensazioni positive nella guida - chiosa Rossi - E fare podio a Jerez, dove dal 2016 sono sempre andato piano, è buono. Il weekend scorso è stato frustrante ma oggi sono davvero contento: ho sofferto solamente negli ultimi quattro giri mentre domenica scorsa ho iniziato a soffrire fin dal primo. Dobbiamo lavorare su questa moto e su questo setting perchè fino agli ultimi 4-5 giri sono andato sul velluto. Speriamo di aver preso una bella via».

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