13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 06:43
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A Damasco la prima protesta contro il governo di al Jolani: «La piazza chiede uno Stato laico contro il radicalismo islamico»

Redazione La Sicilia

20 Dicembre 2024, 08:21

«Prima avevamo paura di Bashar Assad, ora abbiamo paura di Ahmad Sharaa, il capo del nuovo governo», dicono preoccupati i manifestanti nella centrale piazza Ummayad. Una provocazione esagerata, che però condensa i timori della Siria laica che scende in piazza contro la minaccia che la galassia delle milizie vittoriose contro 54 anni di dittatura baathista possano imporre quello che definiscono «il fantasma di un nuovo Afghanistan a Damasco governato dalla Sharia», la legge islamica.

Sono scesi a manifestare nel caos del traffico quasi del tutto privo di controllo ieri al calar del sole. Un migliaio di persone, per lo più giovani, tanti studenti, ma anche donne impegnate nelle professioni liberali, medici, avvocati. Causa scatenante erano state poche ore prima le parole di Obeida Arnaout, portavoce per gli affari politici di Hayat Tahrir ash Sham, il gruppo islamico che ha guidato gli ultimi anni dell’opposizione armata, che in una dichiarazione pubblica aveva sostenuto: «le donne sono biologicamente inadatte ad assumere incarichi direttivi e di governo importanti». La risposta è stata immediata. «Donne e uomini devono essere assolutamente eguali di fronte alla legge, vogliamo uno Stato laico», gridano in coro. «Ho paura per il nostro futuro, tra i ribelli ci sono troppi jihadisti stranieri», diceva quasi in lacrime una neolaureata in legge.