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"Il peso delle parole", a Padova l'"odio" diventa una installazione di arte

Di Redazione
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A Padova, nel piazzale della stazione, è apparsa un'installazione di arte contemporanea. Dodici manichini coperti da un telo bianco; accanto ai "cadaveri", cartelli che riportano frasi ostili scritte con la più normale leggerezza sui social network. Frasi piene di rancore e odio, ma utilizzate "senza persarci troppo su". Frasi come "quei fetentoni là, che stiano a casa loro", oppure: "Per me loro possono anche annegare".

Proprio nei giorni in cui si consuma l'ennesimo caso Sea Watch 3, Ansa scrive che l'installazione riguarda il tema delle morti nel Mediterraneo. Un'interpretazione che l'artista, 29 anni, rifiuta.

"Non è una performance che parla di migranti e di accoglienza ma di parole e del loro peso", afferma Dodicianni, raggiunto telefonicamente da Euronews. "Il concetto che sta alla base è che coloro i quali dicono negro a chi è di colore, dicono anche puttana a chi ha una scollatura più evidente. Si tratta di linguaggio, di civiltà".

Il titolo dell'installazione è "Il peso delle parole" e ha aperto il _Right2city Festiva_l dell'onlus Avvocato di Strada, che da anni è in prima linea per offrire assistenza legale a chi non può permetterselo. La manifestazione è in programma da oggi a domenica 30 giugno.

(da euronews)

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