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Rocco Chinnici, 36 anni fa la strage di via Pipitone Federico: le immagini dell'epoca

Di Redazione
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«La comunità siciliana ha il dovere di conservare la memoria e di essere grata e riconoscente a un valoroso uomo delle istituzioni quale Rocco Chinnici è stato. Antesignano della lotta alla mafia, seppe intuire le capacità eccezionali di due giovani colleghi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, chiamandoli accanto a sé. Oltre a comprendere che era necessario un lavoro di squadra. E fu proprio grazie al suo intuito che è stata scritta una pagina indelebile nella storia del contrasto alla criminalità, con la creazione del primo pool antimafia». Lo dice il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, in occasione del 36° anniversario dell’attentato in cui il 29 luglio 1983, in via Pipitone Federico, a Palermo, persero la vita il capo dell’Ufficio istruzione di Palermo, il maresciallo Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere del condominio in cui il giudice viveva, Stefano Li Sacchi.

«Quel sistema virtuoso di investigazioni - prosegue il governatore - ha infatti consentito allo Stato di avere una conoscenza approfondita del fenomeno mafioso, primo passo fondamentale per un’opera di contrasto e repressione efficace. Anche se spesso isolato e deriso, dai suoi stessi colleghi, Chinnici credeva fino in fondo nella legalità e nella giustizia e ha sacrificato la propria vita per difenderle. Ecco perché, al di là della ricorrenza odierna, abbiamo il dovere di non dimenticarlo».

Numerose le iniziative per ricordare Chinnici: una corona d’alloro sarà deposta in via Giuseppe Pipitone Federico, dove avvenne la strage. Il magistrato sarà commemorato anche a Misilmeri e a Cefalù. 

Il video che vi proponiamo è stato pubblicato su YouTube da Paolo Favarin

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