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Sgarbi insulta Mara Carfana e Giusi Bartolozzi, portato via di peso dall'Aula

Di Redazione
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ROMA - Vittorio Sgarbi è stato portato via letteralmente di peso fuori dall’Aula della Camera dopo che, espulso dalla vicepresidente Carfagna, si ostinava a non uscire dall’Emiciclo e, anzi, si produceva in improperi nei confronti di lei e della deputata siciliana di Forza Italia Giusi Bartolozzi, come "Vaffanculo", "stronza", "troia" ed altre parole incomprensibili dalle tribune.

Carfagna lo ha pià volte invitato a uscire. Sgarbi si è invece seduto negli scranni di Fratelli d’Italia prima e poi della Lega. A quel punto quattro commessi lo hanno sollevato di peso, due per le gambe e due per le braccia, e lo hanno portato fuori.

 A innescare lo scontro l’intervento di Vittorio Sgarbi contro la magistratura e per chiedere una commissione d’inchiesta. Parole che hanno suscitato reazioni di esponenti di vari Gruppi, a cominciare da Giusi Bartolozzi di Forza Italia.  Di qui ulteriori attacchi di Sgarbi, che hanno portato la vicepresidente, Mara Carfagna, presidente di turno dell’assemblea, dopo vari richiami, ad espellere Sgarbi, stigmatizzando le parole "inaccettabili contro Bartolozzi, contro di me" e le donne in generale. Altri esponenti hanno quindi espresso solidarietà a Bartolozzi e chiesto provvedimenti disciplinari nei riguardi di Sgarbi.

«Che un criminale delinqua è normale, che lo faccia un magistrato è un terremoto istituzionale. Dopo le inaudite dichiarazioni contro di lei di un magistrato del Csm - ha affermato Sgarbi rivolgendosi al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede - dopo le inaudite dichiarazioni di Palamara contro l’onorevole Salvini, dobbiamo aprire una commissione di inchiesta contro la criminalità di magistrati che fanno l’opposto del loro lavoro, peggio dei criminali. "Palamaropol"».

Parole applaudite da parte dell’Aula, ma che hanno suscitato anche reazioni assai critiche, a cominciare da quelle di Giusi Bartolozzi, di Forza Italia, magistrato originario di Gela. «Sentire da un collega che la magistratura tutta è mafiosa, a me fa inorridire». «Non era tutta», ha replicato Sgarbi, ricordando che Francesco Cossiga aveva definito l'Anm «un’associazione mafiosa» e alzando particolarmente i toni, tanto da portare Carfagna ad espellerlo dall’Aula dopo i previsti richiami.

«L'onorevole Sgarbi -ha quindi spiegato la vicepresidente che in quel momento presiedeva l’Assemblea- ha pronunciato parole irripetibili nei confronti dell’onorevole Bartolozzi e anche della presidenza. In quest’Aula il rispetto reciproco penso che sia dovuto. Non dico soprattutto quando si tratta di una donna, però ascoltare in quest’Aula degli insulti e delle offese ripetute nei confronti di una donna, credo che sia inaccettabile e credo che tutta l’Aula dovrebbe unirsi alla solidarietà nei confronti dell’onorevole Bartolozzi. Per quanto riguarda le parole pronunciate nei confronti dei magistrati, l'onorevole Sgarbi se ne assume la responsabilità, non c'è da parte della presidenza il dovere di stigmatizzarle».

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