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Felix, l'uomo al quale sono state trapiantate due braccia

Di Redazione
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Immaginate un elettricista che in Islanda lavora su cavi dell'alta tensione e che per incidente viene fulminato, cade a terra sul ghiaccio: ossa rotte e organi rovinati, subirà anche un trapianto di fegato. Vivo per caso si risveglia dal coma con le braccia, che erano state totalmente bruciate dalla corrente, amputate all'altezza delle spalle. Ma Felix Gretarrson non si arrende, è il 1998 ha solo 26 anni, vuole tornare intero.

Così 20 anni dopo, nel 2017, si trasferisce in Francia a Lione, dove opera un pioniere del trapianto di arti come il dottor Jean-Michel Dubernard. Si mette in lista, trova un donatore e il 13 gennaio di quest'anno finalmente il doppio trapianto di braccia; 15 ore in camera operatoria, poi un decorso post operatorio del tutto soddisfacente. Venerdì l'uomo ha ringraziato tutto lo staff medico.

Le braccia sono sempre più calde e sensibili
Poi la notizia più attesa: la moglie ha fatto sapere che le sue braccia sono sempre più calde che ha sensazioni e piccoli movimenti. L'inizio di un trapianto che passerà agli annali anche se la strada è ancora lunga: "Continueremo a monitorarlo, perché l'operazione è ancora fresca - spiega il professor Lionel Badet, del polo ospedaliero universitario di Lione - tante cose possono ancora succedere. In termini di riabilitazione, sarà curato molto intensamente. Sono sei ore di rieducazione al giorno, prima in mobilitazione passiva e poi in mobilitazione attiva. La rieducazione durerà due o tre anni".

La moglie di Felix, Sylwia, precisa che ai suoi occhi l'uomo non era privo di nulla ma oggi in più ha la speranza. Oggi cambia tutto, perché vedo questa luce negli occhi di mio marito, vedo davvero molta speranza. Sono estremamente felice per lui farò di tutto per accompagnarlo".

L'assurda odissea degli invalidi in attesa di un trapianto d'arti
L'uomo è stato operato all'ospedale pubblico Eduard Herriot di Lione, in seno al policlinico universitario il professor Badet aveva allestito per lui un protocollo speciale di ricerca, mobilitando 50 professionisti anche in collaborazione con una clinica privata, la clinique du Parc.

Difficile trovare un donatore, una corsa contro il tempo evitare il deteriorarsi degli arti per mancata vascolarizzazione, una sfida e un salto verso l'ignoto il trapianto in sé, primo nel suo genere.

(Youtube/euronews)

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