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All'Inter col Cagliari basta Darmian per centrare l'11ª vittoria consecutiva

Di Redazione
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MILANO - La zampata giusta, quella per far continuare l’Inter a correre verso lo scudetto, arriva stavolta dall’uomo che non ti aspetti: basta infatti un tocco sottoporta di Matteo Darmian ai nerazzurri per sfondare il muro Cagliari e centrare l’undicesima vittoria consecutiva, che permette alla squadra di Conte di restare a +11 sul Milan secondo e di fare un altro passo importante in direzione tricolore.

Un gol di importanza capitale, come dimostrato anche dall’esultanza dello stesso tecnico, che conclude uno scatto a bordocampo buttandosi tra i suoi giocatori e baciando Hakimi, autore dell’assist decisivo. A otto partite dalla fine, ai nerazzurri possono bastare 13 punti per festeggiare: ma guai a rallentare, anzi. «Dobbiamo avere il pedale sempre spinto, non possiamo fare calcoli», spiega Conte nel post partita.

Ogni gara nasconde insidie e trabocchetti, anche i testacoda come quello contro il Cagliari. Dove il rischio di inciampare a lungo è sembrato diventare realtà, anche per merito del portiere rossoblù Vicario, all’esordio in Serie A. Sui suoi guantoni si sono spente infatti le migliori occasioni interiste, salvo poi capitolare solo nel finale.

Una sfida che Conte sapeva potesse diventare complicata, tanto che ha scelto di puntare sulla qualità fin dall’inizio: dentro Sanchez accanto a Lukaku ma soprattutto Sensi insieme a Brozovic ed Eriksen in una mediana tutta fosforo. Proprio il danese è il primo a rendersi pericoloso, con un destro da fuori che Vicario con un tuffo plastico manda in corner. Il portiere friulano classe '96 risponde presente anche sulle conclusioni di Sensi e Darmian, mentre il Cagliari pensa più che altro a coprirsi, facendosi vedere dalle parti di Handanovic solo con un destro dell’ex Nainggolan.

Nonostante la qualità, però l’Inter è pasticciona e imprecisa sulla trequarti, faticando a trovare varchi nel muro degli uomini di Semplici. Il protagonista resta Vicario, che si oppone ad inizio ripresa a Sensi, Eriksen e Lukaku, con il belga (in una giornata un pò sottotono) che va vicino al vantaggio con un colpo di testa a lato. La migliore occasione capita a De Vrij, che colpisce la parte alta della traversa di testa su corner.

L’Inter così alza la pressione e Conte si gioca le carte Lautaro e Hakimi. L’ex Real Madrid diventa subito decisivo, con una folata in velocità delle sue: combinazione con Lukaku e assist rasoterra sul palo opposto per Darmian, che non sbaglia. Conte esplode, si lancia ad esultare coi giocatori, ma nel finale trema, perché le sostituzioni (fuori Sensi ed Eriksen, dentro Vecino e Gagliardini) invece di tranquillizzare i suoi ridanno vigore al Cagliari. Che nel finale spinge, va all’assalto, ma non riesce a trovare la giusta zampata.

Una sconfitta che mette in posizione ancora più pericolante gli uomini di Semplici, a -5 dal Torino quart'ultimo ma con una gara in più. Mentre l’Inter, che centra la dodicesima vittoria di fila a San Siro e fa meglio del Milan di Sacchi (con undici successi nelle prime undici gare del girone di ritorno, i rossoneri nel 1989/90 si erano fermati a dieci), vede sempre più vicino lo striscione del traguardo tricolore.

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