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Al via la stretta a condizionatori e riscaldamento negli uffici pubblici

Il decreto Bollette è al Senato e deve essere convertito entro il 30 aprile

Di Redazione
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Con il decreto Bollette parte l'operazione termostato: servirà a ridurre i consumi energetici mentre l'Italia e l'Europa cercano fonti di approvvigionamento alternative a quelle russe. Un emendamento al decreto prevede che dal 1 maggio (e fino al 31 marzo del 2023) in tutti gli uffici pubblici, esclusi gli ospedali, le cliniche e le case di cura, vengano introdotti limiti ai condizionatori e ai termosifoni. I condizionatori dovranno essere tenuti a non meno di 27 gradi con una tolleranza massima di due gradi. I riscaldamenti in inverno potranno invece arrivare a un massimo di 19 gradi, anche qui con tolleranza di due gradi. Obiettivo: ridurre i consumi di metano fino a quattro miliardi di metri cubi l'anno. La climatizzazione rappresenta il 57% del consumo energetico degli uffici: ogni grado in meno consentirebbe un risparmio tra il 5% e il 10%. Non è ancora chiaro chi dovrà controllare il rispetto delle nuove temperature. Il decreto è al Senato e deve essere convertito entro il 30 aprile

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