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Mafia, l'estorsione in diretta per mantenere i detenuti: «C'è bisogno di qualche 100 euro per i “poveri sfortunati”»

Di Redazione
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"Siccome per ora c'è urgenza che bisognano qualche 100 euro, bisognano per questi poveri sfortunati... non per metterli in tasca!". L’estorsione in presa diretta al commerciante è ripresa dalle telecamere degli investigatori. Perché nel territorio delle famiglie di Brancaccio, Corso dei Mille, Roccella e Ciaculli tutti dovevano pagare, dall’imprenditore edile al venditore ambulante abusivo di sfincione, il tipico prodotto della gastronomia palermitana. Da mantenere c'erano "i poveri sfortunati", i detenuti già finiti in carcere e le loro famiglie. E’ quanto emerge dal maxi blitz di polizia e carabinieri che stamani all’alba ha smantellato in mandamento di Brancaccio, con l’arresto di 31 indagati (29 in carcere e 2 ai domiciliari), accusati, a vario titolo di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, detenzione e produzione di stupefacenti, detenzione di armi, favoreggiamento personale ed estorsione con l'aggravante del metodo mafioso. 

Così gli esattori di Cosa nostra ragionavano con le vittime: "Ti stiamo lasciando libero, però tu capisci, siccome ci sono esigenze... non è perché, noialtri qua sono tutti... Siccome per ora c'è urgenza che bisogna qualche 100 euro, bisognano per questi poveri sfortunati... Non per metterli in tasca! E per aiutare questi poveri sfortunati non ti preoccupare, viene Pasqua e dici: "ho questo pensierino", "va bene a posto". 
 

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