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Noto, in un video le fasi dell'agguato che ha portato alla morte di Piopaolo

Di Redazione
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Ha un nome e cognome, almeno secondo i pm di Siracusa, l’uomo che lo scorso 4 dicembre ha fatto fuoco uccidendo il diciassettenne Piopaolo Mirabile colpito da un proiettile alla testa.

I militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa, coordinati dal procuratore +di Siracusa Sabrina Gambino e dai sostituti procuratori Salvatore Grillo e Silvia D’Armento, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un uomo di Noto di 31 anni, vecchia conoscenza delle Forze dell’Ordine, perché ritenuto l’autore dell’omicidio del ragazzo.

Il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Siracusa è arrivato al termine di serrate indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, rese ancor più complesse dal muro di omertà eretto dall’intera comunità nomade cui appartengono sia la vittima che l’uomo arrestato e che non ha offerto alcuna collaborazione. I carabinieri però sono riusciti lo stesso ad individuare e localizzare in pochi giorni l’uomo che aveva fatto perdere le proprie tracce sin dalle prime ore successive la sparatoria.

Le indagini hanno avuto una svolta grazie ai rilievi tecnici effettuati dai Carabinieri che, giunti sul posto poco dopo la sparatoria del 30 novembre 2021, si sono resi immediatamente conto che la scena del crimine era molto più ampia e complessa di quanto poteva apparire e che non era compatibile con quanto raccontato persino dalla madre e dai familiari della vittima. Infatti i carabinieri hanno individuato non solo alcuni bossoli e numerose bottiglie di alcolici, ma anche alcune telecamere che, poco distanti dal luogo ove era stata invece segnalata inizialmente la sparatoria, avevano ripreso tutte le fasi precedenti e successive, immortalando finanche l’autore dell’omicidio mentre esplodeva più colpi d’arma da fuoco. Dalla visione delle immagini, è emerso che l’obiettivo dell’attentato non era il 17enne, bensì il padre di lui e che il giovane era stato colpito alla testa, a causa di una tragica fatalità, solo perché si trovava al posto sbagliato al momento sbagliato, in quanto era seduto di fianco al genitore all’interno della macchina mentre venivano esplosi i colpi di arma da fuoco. Le telecamere hanno permesso di appurare che l’omicidio era giunto a seguito di un litigio, alimentato verosimilmente dall’eccessivo abuso di alcolici, tra il padre della vittima e il presunto omicida, peraltro alla presenza di numerose persone, alcune delle quali, successivamente escusse dagli inquirenti, hanno addirittura negato di essere presenti al momento del delitto. Nonostante tutto, gli investigatori sono riusciti a identificare il presunto autore, a localizzarlo e a trarlo in arresto mentre tentava, verosimilmente, di trovare rifugio presso alcuni componenti della comunità nomade netina.

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