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Strade impraticabili, rifiuti spalmati per tutta la città, allagamenti: è Catania il «terzo mondo d'Europa»

La rabbia per una città abbandonata a se stessa corre sui social che diventano il termometro della situazione attuale

Di Damiano Scala
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Un reportage di pochi giorni fa del prestigioso quotidiano francese Le Figaro da Napoli ha definito la città partenopea il «terzo mondo d'Europa» parlando di una città «fatiscente e soffocata dai suoi debiti», di traffico e verde pubblico abbandonato, di camorra e di delinquenza, di  disoccupazione esplosiva nelle periferie e di  povertà «Mentre tutte le città d’Europa si trasformano, Napoli resta arroccata ai suoi cliché che sono anche il suo fascino» si legge nell’articolo firmato da Valèrie Segond, corrispondente del quotidiano francese nel nostro Paese. 

Ma forse bisognerebbe consigliare agli inviati del giornale d'Oltralpe di scendere poco più a sud e rendersi come si presenta Catania oggi.  Tralasciamo la disoccupazione, la povertà, la criminalità, la mafia, i quartieri satellite, anche oggi Catania si risveglia tra mille disagi e problemi.  Da una parte le montagne di spazzatura, dall’altra le buche. In mezzo le strade allagate.

Non si placano le emergenze di una città che da diversi giorni fa i conti con la furia del maltempo, ma è anche vero che se le strade diventano colabrodo con le piogge è perché non si fa manutenzione, se la spazzatura te la ritrovi spalmata sull'asfalto è perché la raccolta non funziona, se i quartieri si allagano è perché non sono stati ripuliti i tombini e non sono state fatte opere per mitigare gli effetti dei nubifragi (vedi canale di gronda). 

Pendolari costretti a effettuare manovre di ogni tipo per evitare i sacchetti di plastica che invadono al città. Qualcuno non ha i riflessi pronti ed ecco che i rifiuti finiscono al centro della carreggiata formando una poltiglia puzzolente.

Via Galatioto, via Duca degli Abruzzi, la circonvallazione, piazza Europa, viale Ulisse, piazza Ignazio Roberto: questo è solo una parte del lungo tour di proteste riprese dai cellulari e che rimbalzano sui social. Condivisioni su condivisioni con la piazza virtuale che diventa il termometro della situazione attuale. “Possiamo finire in queste condizioni ogni volta che piove? Ormai muoversi in città è diventato praticamente impossibile- lamenta Riccardo Musumeci- se vai a piedi rischi di finire con i piedi a mollo. Se invece usi l’auto resti in coda per ore”.

“Siamo ormai rassegnati a dover portare l’auto dal meccanico tutte le volte che piove- fa eco Orazio Bruno- tra buche e strade allagate è impossibile trovare in città una strada ancora in buone condizioni”.

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