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Autostrada A19, caos navigatori allo svincolo di Resuttano: “Google Maps ti porta fuori strada”

Mentre la carreggiata in direzione Catania resta chiusa per i maxi lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto, i navigatori satellitari continuano a indicare percorsi errati

15 Gennaio 2026, 09:52

Autostrada A19, caos navigatori allo svincolo di Resuttano: “Google Maps ti porta fuori strada”

La chiusura della carreggiata in direzione Catania dell’autostrada A19 Palermo-Catania, nel tratto dello svincolo di Resuttano sul viadotto Cannatello, sta mettendo in luce un paradosso ormai quotidiano: nei cantieri la tecnologia è alleata, ma al volante rischia di diventare una trappola.

Dal 13 ottobre la carreggiata verso Catania è ufficialmente interdetta per consentire la demolizione e la ricostruzione del viadotto Cannatello. Nel 2026 i lavori hanno subito una forte accelerazione dopo la pausa natalizia, con un cantiere destinato a cambiare il volto di una delle infrastrutture più lunghe e problematiche dell’intera A19. Il traffico è stato spostato sulla carreggiata opposta, con un doppio senso di marcia che richiede attenzione e rispetto rigoroso della segnaletica.

Il viadotto Cannatello, lungo 4,2 chilometri tra il km 84,700 e il km 88,920 e composto da 120 campate da 34 metri ciascuna, porta sulle spalle una storia fatta di cedimenti, limitazioni e chiusure. I primi problemi strutturali e il rischio di crollo risalgono al 2001, quando il viadotto è diventato il simbolo delle criticità dell’A19: new jersey bianchi e rossi, transito solo nella parte centrale, lunghi periodi di lavori di messa in sicurezza.

Oggi il progetto prevede la demolizione completa e la ricostruzione ex novo, con un nuovo tracciato pensato per garantire raggi di curvatura più ampi, una guida più fluida e standard di sicurezza e qualità molto più elevati. Nei cantieri le tecnologie più moderne sono protagoniste delle operazioni di monitoraggio e costruzione.

Fuori dai cantieri, però, la stessa tecnologia cambia volto. Nella gestione del traffico, lo svincolo di Resuttano si è trasformato in un labirinto difficile da interpretare, soprattutto a causa dei sistemi di navigazione satellitare. Negli ultimi anni, con il susseguirsi di chiusure, scambi di carreggiata e deviazioni, la mappatura delle strade è stata aggiornata più volte, ma non sempre in modo coerente con la situazione reale.

Google Maps, in particolare, invece di agevolare gli automobilisti, spesso complica il viaggio. All’altezza dello svincolo di Resuttano il navigatore indica di uscire dall’autostrada e imboccare tre diverse strade provinciali in base alla destinazione – Palermo, Catania o Caltanissetta – quando in realtà non bisognerebbe mai lasciare l’A19. È sufficiente seguire lo scambio di carreggiata o utilizzare un’uscita interna diversa, come indicato dalla segnaletica.

Il risultato è una scia di errori e disorientamento: automobilisti che lasciano l’autostrada, imboccano strade secondarie sconosciute e finiscono nelle campagne dell’entroterra siciliano. Negli ultimi otto anni si sono resi necessari numerosi interventi di Carabinieri e Vigili del Fuoco per soccorrere persone rimaste bloccate o completamente disorientate. Emblematico il caso di dieci turiste spagnole che, a bordo di un pulmino a noleggio, si sono ritrovate disperse tra le strade interne, lontano dal percorso autostradale.

Nonostante Anas abbia installato cartelloni molto grandi e ben visibili, con chiare indicazioni per Palermo e Catania, il problema continua a ripresentarsi. Dopo l’uscita sbagliata, un segnale invita all’inversione di marcia per rientrare in autostrada; altri 500 metri più avanti un ulteriore cartello avverte esplicitamente dell’errore suggerito dal navigatore. Eppure, molti conducenti non leggono, o non vogliono leggere, la segnaletica e si affidano ciecamente allo schermo del proprio smartphone.

I casi di automobilisti dispersi sono frequenti soprattutto di notte, quando l’assenza di punti di riferimento rende le strade provinciali ancora più insidiose. L’ultimo episodio riguarda una madre e la figlia dirette nell’Agrigentino, finite in una zona isolata di campagna: la ragazzina, spaventata e in lacrime, ha reso ancora più evidente quanto un semplice errore di percorso possa trasformarsi in un’esperienza drammatica.

Quello che accade sull’A19 all’altezza di Resuttano è più di un problema locale di viabilità. È un campanello d’allarme sul rapporto tra uomo e tecnologia. I navigatori satellitari sono strumenti utilissimi, ma non possono sostituire del tutto l’osservazione diretta, la lettura attenta dei cartelli e il buon senso alla guida.

La vicenda del viadotto Cannatello e del nodo di Resuttano ricorda che, soprattutto in presenza di cantieri complessi e modifiche temporanee alla viabilità, il percorso “digitale” non è sempre quello giusto. E che, prima di seguire un’indicazione sullo schermo, può essere decisivo alzare lo sguardo e fidarsi della propria intelligenza e della segnaletica stradale.