archeologia
Non sarà più la necropoli con le mollette: pomice e turbine per salvare i reperti
Dal bricolage con le mollette alla svolta comunale: manutenzione per salvare un sito archeologico fruibile
Non sarà più la necropoli con le mollette da bucato sula lastra trasparente di copertura. Le avevano posizionate i residenti del quartiere Buviru per risolvere con il “fai da te” il problema della condensa che rendeva impossibile la visione dei reperti e quindi la fruizione da parte degli utenti del piccolo museo all’aperto inaugurato a luglio e ormai molto famoso come “la necropoli dei bambini greci”. Era affiorata durante i lavori di posa della fibra ottica e fu Open fiber a sostenere le spese di creazione di un museo all’aperto inaugurato a luglio dopo tre anni di vicissitudini. Ma con le prime piogge sono affiorati problemi non indifferenti: infiltrazioni d’acqua, la creazione all’interno di condensa e il proliferare di vegetazione spontanea.
Errori progettuali? Errori nell’esecuzione? Disagi prevedibili in una musealizzazione delicata? Mentre i residenti ricorrevano alla provocazione delle mollette per sottolineare che una soluzione correttiva poteva esserci, l’Amministrazione comunale ha scelto la via dell’azione. Non era un intervento di sua competenza ma il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessore ai Beni cultural Romina Morselli, considerata l’importanza del sito e il suo ruolo di traino per lo sviluppo turistico – culturale della città, hanno pensato di cercare una soluzione e realizzarla con i fondi del Comune. I pochi disponibili, dato che si è ancora in dissesto finanziario. La svolta è arrivata grazie al lavoro del tecnico Andrea Tandurella che ha a, che ha elaborato una proposta che ha convinto amministrazione e Soprintendenza. Uno strato di pietra pomice per allontanare l’umidità, nuove e più potenti turbine interne per migliorare la ventilazione ed altri accorgimenti interni sono gli elementi del progetto avviato due giorni fa: un intervento che unisce ingegneria e tutela, mostrando come la tecnologia possa diventare alleata della memoria.
«Sarà un intervento risolutivo, che cancellerà tutte le criticità del sito? Non lo sappiamo. Noi da mesi attenzioniamo la necropoli per evitare che si degradi e non venga fruita. C’è questa soluzione e l’abbiamo sposata subito mettendo a disposizione i fondi comunali. Non vogliamo che la necropoli resti ostaggio di problemi tecnici o rimpalli burocratici. Crediamo che la tutela del patrimonio non possa essere disgiunta dallo sviluppo urbano e dalla qualità dei servizi offerti alla comunità».
Accanto agli interventi tecnici, il piano prevede una manutenzione complessiva dell’area: pulizia, decoro, miglioramento degli spazi.
