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il caso

La famiglia del bosco e un incontro che fa discutere: perché La Russa ha deciso di ricevere i Trevallion in Senato

La sfida tra scelta di vita off‑grid che si scontra con la tutela dei minori: una vicenda che ha scatenato un serrato dibattito nel nostro Paese

16 Marzo 2026, 13:40

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La famiglia del bosco e un incontro che fa discutere: perché La Russa ha deciso di ricevere i Trevallion in Senato

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La distanza di quasi trecento chilometri che separa i boschi abruzzesi di Palmoli dai corridoi istituzionali di Palazzo Madama potrebbe annullarsi mercoledì 18 marzo 2026.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro e rilanciato dall’agenzia Adnkronos il 16 marzo, il presidente del Senato Ignazio La Russa avrebbe invitato a un incontro Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i due genitori anglo‑australiani noti alle cronache come la «famiglia nel bosco». Al momento, però, da Palazzo Madama non è giunta alcuna conferma ufficiale, lasciando l’appuntamento sospeso tra annuncio mediatico e rigorosa prassi istituzionale.

La storia, nata come episodio di cronaca locale su un nucleo che aveva scelto un’esistenza isolata off‑grid, fondata sull’autosufficienza e priva di utenze tradizionali, si è rapidamente trasformata in un caso giudiziario e politico di risonanza internazionale. Al centro, lo scontro simbolico tra la libertà di adottare uno stile di vita alternativo e il dovere dello Stato di intervenire a tutela dei minori.

Il passaggio più drastico è avvenuto a fine novembre 2025, quando i tre figli della coppia — una bambina di 8 anni e due gemelli di 6 — sono stati allontanati dal casolare e collocati in una casa famiglia di Vasto su disposizione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. I giudici hanno motivato la misura richiamando criticità relative a sicurezza, igiene, frequenza scolastica e socializzazione.

Il 19 dicembre 2025 la Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato l’impostazione, respingendo il reclamo dei legali dei genitori e disponendo una consulenza tecnica, tuttora in corso, sulle effettive competenze genitoriali.

Il quadro resta complesso e in divenire. A fine febbraio 2026 la struttura di Vasto che ospita la madre e i tre bambini ha chiesto formalmente al tribunale un trasferimento verso una sede ritenuta più adeguata, segnale delle difficoltà gestionali e delle tensioni emotive accumulate.

Nel frattempo, sul territorio si sono moltiplicati i tentativi di mediazione: istituzioni locali e comunità hanno messo sul tavolo soluzioni abitative alternative per garantire condizioni di agibilità e accesso ai servizi essenziali (scuola, sanità), condizione necessaria a un eventuale ricongiungimento in sicurezza.

L’interessamento di Ignazio La Russa non sorprende. Già a dicembre 2025 la seconda carica dello Stato era intervenuta pubblicamente invitando i magistrati a decidere in "tempi umani" e "prima di Natale", richiamando l’attenzione sulla diversa percezione del tempo da parte dei bambini.

Nel frattempo, l’eco del caso ha superato i confini nazionali, alimentando una pressione pubblica crescente: una petizione online a sostegno della famiglia ha superato le 135.000 firme.