L'articolo
Sul Telegraph il matrimonio di Dua Lipa e Bagheria: «Le nozze dall'anno nell'ex covo siciliano della mafia»
Il titolo dell'articolo scritto dal corrispondente in Italia della testata britannica fa scalpore, ed è destinato a suscitare le solite polemiche sulla narrazione dell'Isola
Il titolo, al solito, è quello che fa scalpore. Sul britannico Telegraph non ci vanno tanto per il sottile: "L'ex covo della mafia siciliana ospita il matrimonio vip dell'anno". Parlano di Bagheria, dove la cantante Dua Lipa e l'attore Callum Turner sono pronti a festeggiare le nozze, ancora, dopo la festa in piazza di ieri a Palermo. Nick Squires, corrispondente dall'Italia, è inviato nell'Isola per raccontare tutti i dettagli dell'evento internazionale. E lo fa partendo da quello più scontato: Cosa Nostra.
«Un tempo era un luogo che la gente aveva troppa paura di visitare, un bastione della sanguinaria Cosa Nostra siciliana. Bagheria, sulla scintillante costa nord dell'isola, faceva parte del "Triangolo della Morte", un gruppo di paesi dove i boss mafiosi torturavano e uccidevano i loro rivali in una fabbrica di chiodi abbandonata, per poi sciogliere i cadaveri nell'acido», si legge nell'articolo che, in queste ore, passa di chat in chat sui telefoni di mezza Sicilia.
Squires parla della Icre, l'ex magazzino di materiali ferrosi, oggi confiscato e nelle disponibilità del Comune di Bagheria, che, secondo la testimonianza del pentito Nino Giuffrè, veniva usano per sciogliere nell'acido le vittime della mafia. Lì, sempre come raccontato dai collaboratori di giustizia, «per anni si riunirono capi e sicari di mafia, convocati da Provenzano, alloggiato nei pressi di villa Valguarnera prima della sua cattura a Corleone», come riportato in un articolo del Centro studi Pio La Torre. Ci sono articoli di stampa che ne parlano come del «campo di sterminio» di Cosa Nostra. Sono quelli che deve avere letto anche il cronista britannico, che li riporta, usando proprio quell'espressione.
Nell'articolo, poi, parla il sindaco di Bagheria, Filippo Tripoli. «Questo era territorio di mafia, era un feudo di Cosa Nostra», ammette il primo cittadino bagherese al quotidiano brit, prima di puntualizzare: «Tutti i grandi boss mafiosi stanno scontando l'ergastolo in carcere oppure sono morti».
L'articolo del Telegraph, è bene precisarlo, ricorda anche molte altre cose: che Bagheria è diventata una location apprezzata per matrimoni di lusso, che è famosa per le sue ville barocche, per i colori, il turismo. Parla dei luoghi dell'Isola scelti come set cinematografico. Racconta di una Sicilia su cui si sono stratificati i segni delle dominazioni, «senza contare il controllo della mafia prima che le autorità intervenissero». Cioè dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio nel 1992. Il sindaco Tripoli prova a ribadire: «Ogni volta che i mafiosi hanno provato a ripristinare il sistema, sono stati arrestati». E ancora: «Ovvio che tenti di ricostruirsi, per questo stiamo sempre in guardia».
«Prendo atto che il Telegraph ha modificato il titolo del proprio articolo sulle nozze di Dua Lipa, sostituendo l'inaccettabile riferimento al "covo della mafia" con l'espressione "ex covo della mafia". Si tratta di una correzione doverosa, che conferma come le critiche mosse dalla Sicilia fossero fondate», ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, aggiungendo che «tuttavia, questa modifica non basta, il danno d’immagine arrecato alla Sicilia e ai siciliani è stato enorme, perché ancora una volta la nostra terra è stata associata a uno stereotipo che non la rappresenta e che ignora decenni di sacrifici, di lotta alla criminalità organizzata e di riscatto civile, culturale ed economico».