Catania, il sindaco espone la sua relazione, ma non può replicare: «Metto il cartello “colpitemi”»
In Consiglio comunale, organizzato per l'esposizione del documento su un anno di amministrazione, è nato un siparietto tra il primo cittadino, che lamentava i non poter dibattere previsto da regolamento, e il presidente dell'aula Anastasi: «Sempre stato così non è una novità».
Non c’è ancora spazio per le regole ad personam in Consiglio comunale, neanche per il sindaco Enrico Trantino. Lo ha provato il “siparietto” con il presidente del consiglio Sebastiano Anastasi andato in scena lunedì sera mentre il primo cittadino era nel pieno dell’esposizione della relazione annuale di mandato (in ritardo di due mesi). «Il dibattito che inizierà dopo il mio intervento è monco - ha detto Trantino - perché ho saputo che non avrò la facoltà di replicare, sostanzialmente mi dovrò girare e mettere il cartello “colpitemi” con il solo dovere di tacere».
«È sempre stato così, non è una novità» ha ribadito Anastasi. «Che sia sempre stato così non significa che sia una prassi corretta» - ha replicato Trantino - «in un contesto di buon senso le prassi sbagliate si modificano, eventualmente si cambia il regolamento», con dietro Anastasi che scuoteva la testa e allargando le braccia si è rivolto all’aula dicendo con il labiale «Possono modificarlo». Ma chissà se, quando e in che tempistiche.
L’analisi della seduta, durata quattro ore delle quali una e mezza per l’esposizione del sindaco, ha registrato il raggiungimento del numero legale (minimo 19 presenti) grazie alla presenza dei consiglieri di opposizione. In aula c’era un solo consigliere del gruppo “Trantino Sindaco”, Alessia Trovato, che ha contestato «il mancato seguito dato alla mozione pur approvata in aula per coinvolgere le associazioni degli ex appartenenti alle forze dell’ordine in attesa che arrivino gli 80 nuovi vigili urbani, inoltre non si è saputo più nulla degli ulteriori 100 vigili che si aspettano dal concorso del ministero degli Interni».
A replicare sono stati i capigruppo e tutti gli esponenti di Fratelli d’Italia. Per l’opposizione Pd e M5S hanno rilevato «la mancanza di riferimenti alle società partecipate e le loro pessime gestioni, così come alle decine di mozioni e atti di indirizzo approvati dal consiglio», Damien Bonaccorsi (Pd) ha sottolineato «la mancanza di una vera leadership politica e di dignità data al consiglio», mentre Orazio Grasso (Mpa) ha parlato della «pedonalizzazione di piazza Castello Ursino, che pur ho appoggiato, ma senza prima pensare di intervenire anche sulla piazza».
Nota (non tanto) a margine: in aula c’erano solo tre dei sei presidenti di Municipalità, la Prima (Francesco Bassini), Seconda (Claudio Carnazza) e Sesta (Francesco Valenti) oltre a un discreto pubblico. I sei presidenti ieri mattina in una conferenza stampa al Castello di Leucatia (già programmata) hanno rivendicato il ruolo delle Municipalità, che sia nella relazione del sindaco sia nel Documento unico di programmmazione (Dup) non ha visto significative novità rispetto agli anni scorsi.