L'intervento
Botti di Capodanno e feriti, l'esperto: «Usanze barbare che infangano l'arte della pirotecnica»
«Gli incidenti capitano solo per un uso scorretto. Noi siamo contro il mercato illegale che danneggia chi rispetta le regole». E sulle ordinanze dei sindaci: «Sono incostituzionali»
I feriti da botti di Capodanno ci sono stati in Sicilia. Magari di numero inferiore rispetto agli anni precedenti, ma l'obiettivo sarebbe quello di vedere i dati degli incidenti completamente azzerati.
«L'artifizio a marchio CE acquistato da negozianti autorizzati ha una scheda esplicativa sulle norme di comportamento e sicurezza. Quindi l'incidente capita se c'è un uso improprio», spiega Roberto Orlando, cultore della pirotecnica e rappresentante di alcune aziende del settore fra Campania e Sicilia. Ma la maggior parte degli incidenti sono causati dal un uso scorretto di «candelotti artigianali (cobra e cipolle, ndr)» che contengono una miscela flash, composta da perclorato di potassio e alluminio, che è altamente potente. Sviluppa un'esplosione di 8.000 metri al secondo. La manipolazione di questi petardi abusivi ti fanno saltare le mani e le braccia. E infatti i professionisti contrastano il mercato illegale, perché la gente poi ci associa a chi commercializza in modo abusivo. Queste usanze barbare infangano solo la pirotecnica, che lo ricordiamo - argomenta Orlando - è un'arte. Noi siamo per la sicurezza. La gente lo deve sapere». E, infatti, lui ha dedicato un libro "Agli artisti del fuoco".
La pirotecnica in Italia si divide in tre categorie: le fabbriche che si occupano in Italia prevalentemente di fuochi d'artificio per eventi, i depositi o gli importatori di materiale omologato (che sono la maggior parte di produzione cinese ma sottoposto alla classificazione degli enti europei classificatori), e i negozianti. «Le vendite non sono andate benissimo. Possiamo parlare di un settore in crisi, anche perché le ordinanze dei sindaci - dice Orlando - che sono anticostituzionali poiché sulla pirotecnica c'è una legislazione nazionale che è quella del Tulps. E, infatti, molte ordinanze dei sindaci sono state impugnate davanti al Tar che ha dato ragione ai ricorrenti. In provincia di Venezia un sindaco ha semplicemente invitato i cittadini a un uso corretto degli artifizi e non ha mosso alcun divieto. Divieti che sono solo per compiacere le associazioni animaliste, mentre la nostra categoria si fa sentire davvero troppo poco per difendere i propri interessi». Secondo Orlando le ordinanze dei sindaci «incentivano il mercato clandestino in quanto chi vorrebbe acquistare regolarmente i fuochi autorizzati ha paura di incorrere in multe. Ma ricordiamoci che la batteria per legge può essere utilizzata solo nella proprietà privata. Già utilizzarla in strada è un abuso. Quindi l'ordinanza diventa davvero inutile, basterebbe da parte di tutti osservare le norme che già esistono senza demonizzare e fare disinformazione».