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la lettera

Etna, divieto di accesso alla colata. Federescursionismo : «Risposta non è interdizione totale, ma gestione intelligente»

L'associazione delle guide naturalistiche scrive al sindaco di Milo che, su sollecitazione della Protezione civile, ha emesso un'ordinanza che impone rigide limitazioni

Salvo Catalano

03 Gennaio 2026, 15:52

15:59

Etna

La colata in una foto dell'Ingv

Federescursionismo Sicilia, associazione regionale di riferimento per le guide naturalistiche, interviene sulla gestione dell'accesso alla Valle del Bove, dove dall'1 gennaio è in corso una colata che si è spinta fino a 1.360 metri di quota. Su invito della protezione civile, il sindaco di Milo Alfio Cosentino ha emanato un'ordinanza per limitare l'afflusso di visitatori, che prevede tra le altre cose la chiusura della strada di Pietracannone, diramazione della Mareneve. L’accesso è consentito esclusivamente con guide vulcanologiche abilitate, in gruppi non superiori a dieci persone, dotati di idonea attrezzatura tecnica. Federescursionismo punta il dito proprio contro la possibilità data esclusivamente alle guide vulcanologiche di accompagnare chi vuole vedere la colata e al più generale approccio che vuole interdire. 



«Prendiamo atto con rispetto delle motivazioni che hanno portato il Comune di Milo all’emanazione dell’ordinanza - scrive in una lettera il presidente dell'associazione Emilio Messina - condividendone pienamente le finalità di tutela della pubblica incolumità, in particolare rispetto: all’afflusso incontrollato di visitatori non adeguatamente equipaggiati, alla necessità di garantire la percorribilità della strada Mareneve ai mezzi di soccorso, al divieto assoluto di avvicinamento al fronte lavico a distanze inferiori ai 200 metri». Fatta la premessa, però, si «ritiene opportuno sottolineare che le guide naturalistiche qualificate, operanti da anni sul territorio etneo e in tutti i parchi e riserve della Sicilia, rientrano pienamente nel profilo professionale in grado di rispettare e applicare tali prescrizioni».

«Riteniamo assolutamente legittimo e condivisibile - continua - che le guide alpine e vulcanologiche, in virtù della loro specifica formazione tecnica, possano accompagnare i visitatori in contesti più prossimi al fronte lavico e in scenari a maggiore complessità operativa. Allo stesso tempo, riteniamo eccessivamente penalizzante e non necessaria l’esclusione totale delle guide naturalistiche da qualunque forma di fruizione accompagnata dell’evento, anche a distanze congrue e nel pieno rispetto delle regole già fissate».



Ormai da anni, a ogni attività dell'Etna si accende il dibattito tra la possibilità di fruire di un fenomeno unico e le ordinanze che lo vietano per motivi si sicurezza. «Per chi vive alle pendici dell’Etna - sostiene Federescursionismo - in particolare per le comunità del versante orientale e per i catanesi, il contatto con il vulcano è parte dell’identità storica e culturale. La fruizione consapevole dei fenomeni eruttivi, se correttamente regolata e mediata da professionisti, è sempre avvenuta nel tempo senza che ciò abbia comportato automaticamente situazioni di pericolo. La montagna, così come il mare, comporta per sua natura dei rischi: la risposta non è l’interdizione totale, ma la gestione intelligente del rischio, affidata a competenze riconosciute e a regole chiare».

Da qui la formale richiesta di chiarire «anche attraverso una nota integrativa o un confronto tecnico, che sia consentito l’accompagnamento guidato alle guide naturalistiche ad una distanza congrua dal fronte lavico, che venga evitata una chiusura totale degli accessi anche per i professionisti del territorio, a favore invece di una fruizione controllata, sicura e ordinata. Nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza - conclude l'associazione - la fruizione di tali fenomeni a bassa quota non può essere percepita esclusivamente come un’attività da interdire, ma come un’esperienza che, da sempre, ha coinvolto in modo diretto anche i cittadini».