Il fermo
La violenza selvaggia, ecco chi ha caricato il video su TikTok: un grido d'aiuto del bimbo
La verità di quello che è successo secondo i dati emersi dall'indagine della squadra mobile. Stanotte il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e il sostituto Alberto Santisi hanno firmato il fermo nei confronti dell'orco.
Sarebbe stata una delle quattro sorelline a girare il raccapricciante video che immortala i due minuti e mezzo di violenza nei confronti di un bimbo di dieci anni. L'aggressione a colpi di cucchiaio per mano del padre (l'uomo ha dato il cognome ai quattro figli della compagna) è avvenuta il 15 dicembre scorso. Una banale monelleria avrebbe scatenato la reazione assurda e spropositata del 59enne, che ha trascorso la notte in cella dopo il fermo spiccato dal procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita e il sostituto Alberto Santisi. Il provvedimento è stato eseguito dalla squadra mobile che ha stilato l'informativa con cui è stata ricostruita l'intera vicenda.
Il fermato è incensurato. Nessun precedente. Un commerciante catanese originario di San Cristoforo che da qualche tempo si era trasferito in una cittadina dell'hinterland etneo. Il 15 dicembre il bimbo di dieci anni pare non volesse stare con il padre. E volesse invece uscire con la madre. Un capriccio. Ha insistito e il patrigno ha preso un cucchiaio di legno per punirlo. Lo ha colpito più volte, in modo pesante. «Tu sei il mio padrone», diceva il ragazzino con le gambe tremanti mentre cercava di schivare le cucchiaiate. A riprendere la scena sarebbe stata una sorellina con il telefonino della madre. Quel video è rimasto nella memoria del cellulare fino a due giorni fa. Quando è stato lo stesso bambino, vittima delle percosse, a recuperarlo e metterlo come storia sul profilo social del nonno. Qualcuno prima che scadessero le 24 ore lo ha registrato e lo ha condiviso su TikTok. Il filmato è diventato virale con una forte condanna del mondo del web. Il resto poi è diventato fredda cronaca nera.
Il video è arrivato nelle mani dei poliziotti e della procura di Catania. Una volta identificato gli investigatori sono andati a cercarlo, ma per tutta la mattina di ieri era irreperibile. Poi nel pomeriggio si è presentato in via Ventimiglia dove c'è la sede della squadra mobile etnea. Fondando il provvedimento sul pericolo di fuga l'aggiunto Ardita e il pm Santisi hanno emesso il fermo nei confronti dell'uomo (60 anni a maggio) per maltrattamenti in famiglia. Nelle prossime ore sarà fissata dal gip l'udienza di convalida.
Perché il bimbo ha diffuso il video sui social? È stato il suo modo di denunciare quello che subiva dentro le mura domestiche? Probabilmente sì. Ieri sera il bimbo di dieci anni, è stato sentito con tutte le tutele psicologiche prevista dalla legge, dagli investigatori e dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita negli uffici della questura. Purtroppo non sarebbe stato l'unico episodio di cui il minore sarebbe stata vittima. Quell'uomo che era diventato il suo papà, che gli aveva dato un cognome, purtroppo è diventato il suo peggiore incubo. E, forse, i social sono diventati il modo per potersi risvegliare.

