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Processo Hydra

“Scarface” era nella super cupola della mafia lombarda: cinque anni al pentito Cerbo

La sentenza del gup di Milano. I verbali del collaboratore sono stati inviati anche alla procura di Catania. Restano i misteri su un omicidio

Laura Distefano

14 Gennaio 2026, 06:00

“Scarface” era nella super cupola della mafia lombarda: cinque anni al pentito Cerbo

La fissazione per il film “Scarface”, che a Catania gli ha procurato tanti guai giudiziari, se l’è portata fino a Milano. Quando i finanzieri, in piena pandemia Covid, arrivarono nell’appartamento di William Cerbo in un grattacielo di lusso a Milano alle pareti trovarono infatti i quadri raffiguranti Al Pacino in alcune scene cult del film.

Cerbo è uno dei siciliani che avrebbe avuto titolo di sedersi al tavolo assieme agli altri boss che avrebbero composto il consorzio delle mafie in Lombardia. Un patto federativo che ha messo assieme Cosa Nostra, Camorra e ’Ndrangheta solo al fine di poter fare affari illeciti. Una super cupola affaristico-mafiosa che non avrebbe però intaccato l’autonomia di ogni singola consorteria. Lunedì sera, il gup di Milano ha emesso la sentenza del processo abbreviato “Hydra”, scaturito dall’inchiesta della Dda milanese e dei carabinieri. Cerbo, qualche mese fa, ha deciso di diventare collaboratore di giustizia dopo un passato all'interno del clan Mazzei di Catania. Una scelta che ha avuto delle ripercussioni nel calcolo della pena inflitta dal giudice dell’udienza preliminare. Il pentito, infatti, è stato condannato a cinque anni di reclusione. Per capire il peso che hanno avuto le dichiarazioni del catanese sarà necessario leggere le motivazioni del gup che saranno depositate fra 90 giorni.

I verbali del collaboratore, intanto, sono già stati inviati a diverse procure italiane. Fra cui Catania. Una delle indagini a cui potrebbe dare un’accelerazione è quella sull’omicidio di Gaetano Cantarella, detto “Tanu ’u cortu”.