14 gennaio 2026 - Aggiornato alle 06:46
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Le testimonianze

Lo “Schema ponzi” in Sicilia, il racconto delle vittime: «Ci ha tolto i risparmi. E ora chiede prestiti»

La seconda puntata dell'inchiesta sulla presunta truffa milionaria messa in piedi da un broker finanziario. La disperazione di chi ha visto scomparire i soldi messi da parte nell'arco di anni

Laura Distefano

14 Gennaio 2026, 05:00

"Pagaci e ti facciamo assumere": vittima della truffa resta senza soldi e lavoro

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Occhi lucidi. E mani tremanti. «Mi sono fidata. Ma ora mi sento tradita. Gli ho affidati tutti i miei risparmi. Risparmi di una vita». La voce spezzata è quella di una donna che, come altre venti persone che affollano la redazione, chiedono di poter riavere i loro soldi. Sono le vittime - fino a oggi presunte - dello “schema Ponzi” che sarebbe stato replicato alle falde dell’Etna. E in particolare, come ieri abbiamo raccontato su La Sicilia, dalla città di Adrano. Una truffa che, se fosse accertata dalla magistratura al termine delle indagini scattate dopo le innumerevoli denunce, ammonterebbe a milioni di euro. Le cifre consegnate al broker finanziario, che aveva anche un ufficio con segretaria al seguito, vanno dai 5.000 euro fino ai 200.000. Obbligazioni, titoli di credito, bond. Alcuni contratti sono delle fotocopie. I risparmiatori non hanno mai avuto un link da dove potevano monitorare l’andamento dell’investimento. «Ci consegnava un estratto conto», spiega una ragazza.

«Gli ho dato tutti i risparmi che avevo messo da parte per il futuro di mio figlio. Mi ha detto che me li faceva raddoppiare. Io gli ho creduto. Invece tutto è andato in fumo», racconta un giovane papà. «Lo conosco da 20 anni. Mi pare impossibile. All’inizio, ogni tre mesi, ci pagava regolarmente i cedolini dell’investimento. Poi, due anni fa, ha cambiato banca e abbiamo scoperto che eravamo caduti in una trappola», racconta un uomo che ha fatto fare investimenti anche ai suoi familiari. «Si è approfittato della mia fiducia». Molti di loro sono sull’orlo di una crisi di nervi. Alla truffa poi si è aggiunta la beffa. «Io qualche mese fa gli ho prestato dei soldi, mi diceva che era in difficoltà e che nell’arco di un paio di giorni me li avrebbe restituiti. Non ho visto nulla». Le vittime del “Ponzi” siciliano hanno deciso di fare rete. Le denunce con l’avvocato Francesco Messina sono già state inoltrate. L’esposto di Codici, con il segretario Manfredi Zammataro, è quasi pronto. «Possiamo solo sperare nella giustizia», dicono.