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L'inchiesta di Caltanissetta: il sistema politico Tesauro-Mancuso-Tricoli. Bonaffini e il filo che porta a Fratelli d'Italia
Nomine, favori e presunti abusi che scuotono la politica locale e sfiorano anche palazzo d'Orleans. Ecco chi sono gli altri indagati oltre al deputato regionale
L’inchiesta a Caltanissetta per corruzione e truffa – che vede coinvolti il deputato dell’Ars di Forza Italia Michele Mancuso e lo stratega della politica nissena Lorenzo Tricoli, di Sommatino - è un vero e proprio terremoto. Non tanto giudiziario ma politico, che dal centro della Sicilia porta anche nelle stanze dell’Assemblea regionale siciliana.
Il deputato di Forza Italia Michele Mancuso è stato il main sponsor di Walter Tesauro (che non è stato neppure sfiorato dall'inchiesta giudiziaria), l’avvocato penalista ed ex presidente del Consorzio universitario nisseno, diventato sindaco di Caltanissetta. Quest'ultimo in pochi mesi si è seduto non solo sulla poltrona del Palazzo del Carmine, ma anche in quella del Libero Consorzio di Caltanissetta. Tesauro è riuscito quindi a mettere la bandiera di Forza Italia nell’unico capoluogo di provincia in Sicilia. Un regalo politico ben gradito al presidente della Regione Renato Schifani.
A guidare la regia politica - tra accordi e raccolta di voti - è stato Lorenzo Tricoli: anche per lui la procura di Caltanissetta ha chiesto i domiciliari. Tesauro avrebbe voluto Tricoli, commercialista esperto con qualche grana giudiziaria nel passato, come esperto esterno al Libero consorzio. Ma la sua nomina non si è mai concretizzata visto che l’opposizione – composta in aula anche dalla Lega – si è messa di traverso e le variazioni di bilancio firmate dal presidente Tesauro in diverse occasioni non sono passate. Ma per la cronaca Tricoli, pur non avendo un incarico ufficiale al Libero consorzio, ha avuto il posto auto riservato all’interno del piazzale del palazzo di viale Regina Margherita.
Un altro indagato nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e truffa - per il quale non sono stati chiesti gli arresti domiciliari - è Eugenio Bonaffini. Il suo cognome è di peso all’interno di Fratelli d’Italia tra Caltanissetta e San Cataldo. Il fratello Manuel Bonaffini è un sindacalista doc ed è anche segretario del partito di Giorgia Meloni a San Cataldo. Il nome di Manuel Bonaffini era tra la rosa dei papabili assessori, sotto la bandiera dei “fratellini meloniani” nella giunta comunale di Caltanissetta. Un rimpasto che non è avvenuto dopo l'elezione della scorsa estate di Tesauro al Libero Consorzio. Così Bonaffini è rimasto ai box, mentre il nome della sorella Laura spunta tra le carte dell’inchiesta a Palermo a carico del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno (anche lui di Fratelli d’Italia) sull’uso improprio dell’auto blu.
Il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca ha subito chiarito che non ci sono altri deputati regionali coinvolti nell'indagine, certo è che la questione morale è tutt'altra cosa rispetto ad una indagine giudiziaria.
In relazione all’inchiesta giudiziaria che ha portato alla richiesta di arresto del deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso e di altri soggetti, il sindaco di Caltanissetta, avvocato Walter Tesauro, ritiene doveroso intervenire. «Dinanzi a una notizia che ha inevitabilmente suscitato sgomento – dichiara il sindaco Tesauro – mi sento di intervenire, da sindaco e in rappresentanza dell’intera amministrazione comunale. Da uomo aderente al partito di Forza Italia, esprimo piena fiducia nel lavoro della magistratura, nella convinzione che l’attività giudiziaria accerterà i fatti con rigore e, auspicabilmente, in tempi rapidi, così da consentire che la verità emerga in modo chiaro e definitivo».
Il primo cittadino ribadisce quindi la linea dell’azione amministrativa. «L’amministrazione comunale – continua Tesauro – prosegue e proseguirà nel segno della continuità dell’azione amministrativa secondo principi che, sin dall’inizio del mandato, ne hanno contraddistinto l’operato sotto il profilo morale, etico e del pieno rispetto della legalità».
E aggiunge: «Rinnoviamo – conclude il sindaco – la nostra fiducia nel lavoro della magistratura e degli organi competenti, con l’auspicio che l’accertamento dei fatti possa avvenire nel più breve tempo possibile, nel pieno rispetto delle garanzie e dei diritti previsti dall’ordinamento».
