20 gennaio 2026 - Aggiornato alle 19 gennaio 2026 23:24
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il caso

«Basta con l'assalto di auto al lago Maulazzo e al Biviere, nei festivi controlli interforze». Parla il presidente del Parco dei Nebrodi

Dopo la vicenda sollevata da La Sicilia sull'invasione di mezzo motorizzati al gioiello in provincia di Messina, parla il neo presidente Domenico Barbuzza

Salvo Catalano

19 Gennaio 2026, 20:48

Dalla cucina ai vigneti: perché la Sicilia è la meta enogastronomica più ambita del 2025

«Non vogliamo permettere più l'assalto di mezzi motorizzati al lago Maulazzo». Domenico Barbuzza da poco più di un mese è tornato a guidare il parco dei Nebrodi. Lo aveva già fatto tra il 2020 e il 2023, poi una lunga parentesi commissariale. Commercialista vicino alla deputata di Forza Italia Bernardette Grasso, assessore al Comune di Sant'Agata di Militello, domani incontrerà l'assessora regionale Giusi Savarino, insieme agli altri neo nominati alla guida degli enti parco siciliani. Sul tavolo in primis la richiesta di risorse per sbloccare l'ordinaria amministrazione. Perché il problema, anche quando si tratta di presidiare il territorio, è sempre quello: poco personale, pochi soldi. 

Nei giorni scorsi il quotidiano La Sicilia è tornato a raccontare un problema che ripetutamente si ripropone: la presenza molesta, invadente e assolutamente sproporzionata rispetto ai canoni di un'area naturale protetta, di auto, fuoristrada, moto e camper sul principale sentiero che conduce al lago Maulazzo, piccolo e meraviglioso bacino artificiale incastonato a quota 1500 metri di altitudine in territorio di Cesarò, nel Parco dei Nebrodi. «In una domenica di fine autunno ho portato per la prima volta al Maulazzo mia figlia di meno di un anno nel marsupio - ha raccontato Alessandra, giovane escursionista catanese - e ho passato tutto il tempo fermandomi per far passare auto, moto, camper, a proteggerci dalla polvere e dallo smog. Altro che escursione in natura!». Va così in gran parte dei giorni festivi, come confermato da guide ambientali e Legambiente. 

Il percorso più semplice e conosciuto per raggiungere il lago è un sentiero di 2,5 chilometri che parte dalla strada che conduce a Monte Soro. Si tratta di una regia trazzera regionale, su cui i mezzi motorizzati possono transitare anche se all'interno del Parco dei Nebrodi. Ma ai proprietari dei terreni si sommano spesso gli escursionisti della domenica, portandosi dietro tutto il necessario per mangiare in riva al lago. Con la conseguenza che chi sceglie questo piccolo gioiello per godersi la natura e l'aria pulita, torna a casa deluso. 

«Sono consapevole di quanto accade e interverremo - spiega il presidente del Parco dei Nebrodi, sollecitato da La Sicilia - Come fatto in passato, metteremo in campo un gruppo interforze per limitare l'accesso ai mezzi motorizzati al lago Maulazzo, ma anche al Biviere. Naturalmente fatto salvo il passaggio per chi ha proprietà. Lo faremo insieme a polizia stradale, carabinieri, corpo forestale e guardia parco. Un'area naturale come la nostra non può essere invasa. Certo, riusciremo a farlo solo in poche giornate festive, quelle considerate più critiche, perché non abbiamo molti mezzi». 

Le buone intenzioni si scontrano sempre con la limitatezza di fondi. Negli ultimi anni il Parco dei Nebrodi ha ricevuto dalla Regione circa 5 milioni di euro all'anno per fare funzionare tutto. «Consideri che 4,7 milioni se ne vanno di stipendi e oneri vari - fa i conti Barbuzza - nel 2025 con 288mila euro abbiamo dovuto fare tutto il resto. Compresa la manutenzione e il controllo del territorio».

A breve 20 dei 30 guardiaparco di cui dispone l'ente (unico in Sicilia ad avere proprio personale per sorvegliare i boschi) passeranno al Corpo forestale, che in una gara a chi è più povero ha molto da dire, considerato che vanta appena 33 agenti per tutta la provincia di Messina (dove ai Nebrodi si sommano anche i Peloritani e le isole). In dotazione al parco rimarranno solo dieci rangers. 

«Abbiamo tanti obiettivi per il 2026 - continua il presidente - lavorare in sinergia con i sindaci e con le associazioni ambientaliste, portare più turisti, far conoscere i nostri prodotti meno noti come il tartufo, e la nostra banca del Germoplasma (dove si conservano le specie di piante in via di estinzione ndr). Chiederò alla Regione almeno il 50 per cento dei fondi che ci spettano per tutto l'anno in modo da poter programmare. Devo dire - conclude - che ho trovato nell'assessora Savarino un interlocutore attento e disponibile».