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il caso

Agrigento e le bollette idriche "gonfiate" con l'aria: l'Aica parla di "caso isolato" ma la perizia "inchioda" il gestore

Il documento depositato in Tribunale spiega perché potrebbe riguardare anche altre centinaia di utenze. Nel caso di un condominio consumi "aumentati" del 75%

21 Gennaio 2026, 16:46

16:52

Agrigento e le bollette idriche "gonfiate" con l'aria: l'Aica parla di "caso isolato" ma la perizia "inchioda" il gestore

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Aica, il gestore idrico agrigentino, continua a minimizzare parlando - in una lunga nota - di caso isolato, ma la perizia tecnica depositata in tribunale ad Agrigento smaschera un problema concreto: i contatori a turbina gonfiano i consumi fino al 75% in più, conteggiando l'aria come acqua.

Il documento redatto dall'ingegnere Pietro Minacapilli in qualità di Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), depositato in tribunale a seguito della causa intentata da un condominio, non lascia dubbi: il guasto non è un caso isolato, ma un difetto intrinseco della tecnologia usata da migliaia di utenze o forse potrebbe essere anche una partita di contatori difettosi che potrebbero essere individuati grazie alla matricola.

La vicenda è stata sollevata dal condominio agrigentino che ha contestato le bollette astronomiche di Girgenti Acque (ora in fallimento e subentrata da Gestione Commissariale e Aica). Dopo la sostituzione unilaterale del vecchio contatore, i volumi fatturati sono schizzati alle stelle, ben oltre la media storica e rispetto ai consumi pro-capite Istat (200-250 litri al giorno per abitante). Aica ha ereditato il contenzioso e ha precisato che le fatture risalgono a periodi precedenti alla sua gestione, negando irregolarità sistemiche.

Minacapilli ha installato un contatore di prova certificato "Reno" di Greiner in serie con quello del gestore. Risultato: dopo mesi di osservazione, l'apparecchio ufficiale ha registrato 1,75 volte il volume reale. La causa identificata sono le sacche d'aria nelle tubature.

La perizia spiega che i contatori a turbina fondano il funzionamento sulla rotazione della turbina mossa dal fluido: l'acqua, densa, frena la turbina; l'aria, meno densa, la fa andare “fuori giri”, producendo volumi fittizi. Installando una valvola di sfiato automatica per espellere l'aria prima del contatore di prova, il divario è emerso chiaramente: il gestore ha continuato a conteggiare l'aria come acqua. Calcolo finale: il condominio deve pagare solo poco più della metà di quanto fatturato (circa 13 mila euro anziché 27 mila euro).

Ricalcolati i consumi corretti, si arriva a 198 litri pro-capite al giorno, perfettamente in linea con i dati Istat. Le bollette originali riportavano cifre incompatibili con il numero di utenze.

Il CTU ha escluso perdite occulte o problemi interni al condominio, puntando il dito sul malfunzionamento della turbina alterata dall'aria — fenomeno comune dopo interruzioni o lavori in rete. Il problema riguarda tutti i contatori a turbina in condizioni simili.

Aica, che ha ereditato il contenzioso, tace sull'aspetto tecnico, ma utenze sparse in mezza provincia potrebbero subire lo stesso destino: contatori esposti a un principio fisico ineluttabile.

Il caso apre scenari preoccupanti per famiglie e condomini. Serve un upgrade tecnologico, ha spiegato Minacapilli nei suoi atti.

In base alla relazione tecnica il problema riscontrato non sembra essere un caso isolato dovuto a un difetto di fabbrica esclusivo di quel singolo apparecchio, ma piuttosto una criticità tecnica che può riguardare tutti i contatori della stessa tipologia (a turbina) se sottoposti a condizioni simili, in particolare la presenza di aria nelle condotte. Il consulente tecnico spiega che il fenomeno non è specifico solo del contatore del condominio di Fontanelle, ma della categoria a cui appartiene: la vulnerabilità è intrinseca al meccanismo di funzionamento di questa tipologia di apparecchi.

La perizia definisce l'errore causato dall'aria come una alterazione ben nota agli addetti ai lavori: la causa è esterna (aria nelle condotte) ma il difetto è nella misurazione: il contatore non distingue l'aria dall'acqua e reagisce in modo errato alla fisica dei fluidi. Il passaggio di un metro cubo d'aria produce nel contatore un volume "fittizio" ben maggiore.

Il problema, dunque, potrebbe esserci anche in altri contatori ovunque si verifichino contemporaneamente due condizioni: l'utilizzo di un contatore a turbina e la presenza di sacche d'aria nella condotta idrica pubblica (spesso dovuta a interruzioni del servizio o lavori sulla rete). Nel caso specifico del condominio di Fontanelle l'errore è stato massiccio (il 75% in più del dovuto), ma il principio fisico descritto nella perizia suggerisce che qualsiasi utenza con un contatore simile e la presenza di aria nelle tubature subirebbe una misurazione in eccesso.