la frana
A Niscemi tra la gente che ora ha paura, centinaia di sfollati, il sindaco: «Situazione drammatica»
Una porzione del paese rischia di scivolare e nella notte il fronte della frattura sul terreno è aumentato ancora. Sul posto i tecnici della protezione civile
La fila davanti all’ufficio dei vigili urbani di chi rischia di perdere la casa con il continuo movimento della frana, piazza Vittorio Emanuele invasa dai mezzi di soccorso e il belvedere, l’angolo mozzafiato ad ovest della città interdetto. Siamo a Niscemi, qui dalle 9 di stamattina c’è un vertice presieduto dal prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina. Un momento di serrato confronto perché centinaia di famiglie rischiano di rimanere senza abitazione.
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Il Belvedere di Niscemi, simbolo della rinascita del territorio dopo la frana del 1997, è andato nuovamente distrutto. È il punto esatto in cui la frana dalla Sp12 si è spostata in 10 giorni sulla Sp10 isolando sul lato ovest il centro abitato. Sotto sorveglianza c’è anche la Sp11 meglio conosciuta come la “strada della morte”. Lo smottamento che sta interessando l’intera collina di Niscemi è a decine di metri. Si attendono nel frattempo ulteriori “movimenti” geologici alla luce anche della pioggia registrata la scorsa notte.

Il cielo qui a Niscemi è grigio, di tanto in tanto piove e rappresenta gli umori di chi domenica nottetempo ha preso da casa il minimo indispensabile per trovare riparo a casa di amici e parenti o al palazzetto dello sport messo a disposizione dal Comune.
SCHEDA: LE CAUSE DI UN DISASTRO ANNUNCIATO
Il sindaco Massimiliano Conti è preoccupato: «La situazione della frana nella notte è notevolmente peggiorata. Siamo molto preoccupati. Al momento l’unico modo per arrivare a Niscemi - spiega ancora - è da Caltagirone, ma stiamo cercando delle alternative viarie. La situazione è drammatica».
Nel corso della notte la frana " si è mossa ancora e si è estesa in direzione Gela ". A renderlo noto è il capo della Protezione civile in Sicilia, Salvo Cocina, che da ieri sera si trova a Niscemi per monitorare sul posto l’evoluzione dell’emergenza.
"L’abbassamento è aumentato da 7 a 10 metri lineari", ha precisato.
Cocina ha inoltre disposto l’invio dei propri funzionari "per supportare il comune e due geologi esperti".
Per domani è atteso l’arrivo del professor Casagli, docente di Geologia applicata all’Università di Firenze e presidente dell’OGS.
La Giunta regionale sta predisponendo una delibera per dichiarare lo stato di calamità naturale a Niscemi, a causa della frana che si estende per circa quattro chilometri lungo il versante occidentale dell’abitato. Al momento due abitazioni sono precipitate nel vuoto e molte altre risultano inagibili. In municipio è stata delimitata la “zona rossa” e i residenti possono accedere alle proprie case soltanto accompagnati dai Vigili del fuoco. Il fronte del dissesto è in continua evoluzione e la disperazione rischia di travolgere numerose famiglie che stanno perdendo la casa acquistata dopo anni di sacrifici. Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, è in contatto costante con i tecnici impegnati nel sorvolo dell’area a bordo di un elicottero dei Vigili del fuoco. Nel frattempo, i funzionari dell’ufficio provinciale di Protezione civile operano da una sede allestita in Comune come Coc, Centro operativo comunale per le emergenze.