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L‘iniziativa

Stmicroelectronics: il segretario Pd Barbagallo contro il sindaco di Catania: «Dia garanzie per l'acqua, bloccati 1,5 miliardi»

Ieri il dialogo tra sindacati e partiti italiani e francesi sul futuro del colosso dei semiconduttori. Ma in città resta il nodo della fornitura idrica

27 Gennaio 2026, 07:45

12:35

Stmicroelectronics: il segretario Pd Barbagallo contro il sindaco di Catania: «Dia garanzie per l'acqua, bloccati 1,5 miliardi»

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«La Stmicroelectronics ha al momento stoppato una somma pari a 1,5 miliardi per il nuovo impianto al carburo di silicio a Catania. Questo a causa della mancata assicurazione da parte del Comune della fornitura idrica. Eppure il sindaco si era impegnato a farlo entro fine gennaio. Se non agirà dovremo alzare il livello dello scontro politico».

Esordisce così Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito democratico e deputato nazionale, aprendo l’incontro organizzato proprio dal suo partito ieri all’Nh Hotel di piazza Trento sul futuro del colosso dei semiconduttori in Italia, in Francia e in Europa.

Una richiesta che affronta quindi problemi locali in un contesto in cui invece si tenta di costruire un dialogo tra Italia e Francia - ovvero i due Paesi che controllano l’azienda tramite i rispettivi governi - con sindacati e politici italiani e d’oltralpe. All’incontro erano infatti presenti Henri Errico, del sindacato Cgt di Grenoble, membro del Comitato aziendale francese St; Charlies Fournier, deputato dell’Assemblea nazionale francese per Europa Ecologia - I Verdi (dipartimento della Loira Tours); Leoluca Orlando, europarlamentare dei Verdi; Stephane Moreau, Sandrine Arnault e Christophe Mauriac, di Cgt di Tours; Nadia Salhi, Cgt St France; Boris Di Felice, segretario Comitato aziendale europeo St; Rosy Scollo, segretaria generale Fiom Catania; Francesco Furnari, Rsu St Catania, membro del Coordinamento nazionale St. Presente anche Lidia Adorno, deputata regionale del Movimento cinque stelle. All’incontro ha aderito anche Alleanza Verdi Sinistra.

Come spiegato dal deputato francese Fournier «si deve pensare in ottica europea per il nostro futuro, non possiamo dipendere produttivamente da Usa e Cina». E l’urgenza del confronto viene dal piano di ristrutturazione che St ha in atto a livello globale. In questo quadro l’impianto di Tours sembra destinato ad avere l’impatto peggiore con la chiusura di linee di produzione e licenziamenti. Un destino che sembra opposto a quello di Catania, dove St occupa 5.400 persone e su cui c’è appunto in corso un investimento che Barbagallo definisce «senza pari in Europa». Sono 5 miliardi, di cui 2 pubblici, per un nuovo impianto per produzioni al carburo di silicio. «Ma oltre che alla crisi del mondo automotive, in particolare elettrico, e al costo alto dell’energia, dobbiamo affrontare anche l’assenza di garanzie da parte del sindaco di Catania Enrico Trantino. Le stesse che aveva dato al tavolo ministeriale a dicembre».

A spiegare l’importanza dell’acqua per la produzione è Francesco Furnari: «Si tratta di qualcosa di fondamentale, e che l’azienda paga profumatamente, milioni di euro». Servono, secondo quanto dichiarato dall’azienda al tavolo del Mimit di dicembre, 400 metri cubi l'ora, il doppio di quelli attualmente garantiti dal Comune tramite Sidra. Società che però potrebbe lasciare il campo a breve a Sie. A dicembre il sindaco aveva garantito che la questione era solo amministrativa, e risolvibile. L’assemblea fa quindi pressione. «Non ce l’ho con Trantino, sono convinto che anche un sindaco di altro colore politico avrebbe avuto questa mancanza di visione per il futuro della città. Ma lo ha detto l'azienda in sede ministeriale che questo è fondamentale, non il sindacalista bolscevico».

Del contesto europeo e della necessità di dialogo parla invece Boris Di Felice: «Serve che i governi sostengano l’azienda e i siti produttivi di tutto il continente. Abbiamo accettato l’invito del Pd perché siamo confidenti che partendo dalle esigenze dei territori e dei lavoratori, con l'aiuto anche della politica, arriveremo alla fine a gestire questa fase estremamente complicata».