La vertenza
Oda, a mezzanotte inizia la gestione Sisifo: firmato l’atto d’affitto definitivo
Il ramo sanitario della Fondazione Opera diocesana di assistenza di Catania cambia referente dal 1 febbraio 2026. La nuova società: «Pagato uno stipendio arretrato»
Il presidente del Cda di Oda Adolfo Landi con l’arcivescovo Luigi Renna
Sono passati cinque mesi, ma alla fine il risultato è stato raggiunto: il ramo sanitario della Fondazione Opera diocesana di assistenza (Oda) di Catania è stato dato in affitto. La nuova società che dalla mezzanotte dell'1 febbraio gestirà le attività in convenzione con l’Azienda sanitaria provinciale si chiama S.O. Servizi sanitari integrati srl, ed è stata creata ad hoc dal Consorzio di cooperative sociali Sisifo per la gestione dei servizi rivolti a 1.500 utenti - in buona parte disabili gravissimi - garantiti da circa 300 lavoratori. Oda continuerà a occuparsi delle attività non sanitarie, come formazione professionale e comunità per minori a rischio. Il grosso, le attività riabilitative - dal valore di circa 16,5 milioni di euro annui - saranno quindi dal 1 febbraio 2026 in capo a Sisifo, che garantirà un corrispettivo annuale alla Fondazione di circa 1,3 milioni di euro.
La complessa procedura amministrativa
Venerdì l’ultimo atto «della complessa operazione, non solo amministrativa. La mattina si è proceduto al trasferimento in Asp delle convenzioni in capo ad Oda alla S.O., nel pomeriggio c’è stata infine la firma dal notaio», riferisce il presidente del Consiglio di amministrazione di Oda, Adolfo Landi. L’avvocato è stato da marzo 2017 a giugno 2025 commissario dell’ente che è controllato dall’arcidiocesi di Catania, e considera l’affitto, valido un anno e rinnovabile, «l’inizio del risanamento definitivo di una pesante situazione debitoria che ci portiamo avanti da 20 anni». Difficoltà che hanno avuto come conseguenza la mancata corresponsione dello stipendio ai dipendenti a partire da marzo 2020: 11 mensilità (tredicesima compresa), che verranno ora «saldate ma mano con le somme provenienti da Sisifo e non solo: abbiamo crediti di milioni che contiamo di ricevere da varie amministrazioni». In programma anche la vendita di immobili appartenenti a Oda e operazioni di cartolarizzazione. Landi tiene però a «ringraziare l’arcivescovo di Catania Luigi Renna, che ha sostenuto e anche ideato questa soluzione per dare garanzia dei servizi all'utenza e ai dipendenti di avere le retribuzioni ogni mese».
Sisifo: «Già pagato uno stipendio»
Con l’affitto del ramo sanitario è inoltre stato disposto il pagamento di una retribuzione arretrata ai dipendenti. Un aspetto sottolineato proprio da S.O. in una lettera inviata oggi: «Come primo atto concreto, abbiamo riconosciuto e versato ai lavoratori e collaboratori una mensilità pregressa, in conto Oda, segno tangibile dell'impegno che assumiamo verso ciascuno di voi». Sul pagamento degli arretrati, in carico a Oda, i sindacati attendono adesso un piano di rientro, una richiesta fatta formalmente già nei giorni scorsi.
20 anni di crisi e una montagna di debiti
Circa 50 milioni di euro di debiti, accumulati a partire dai primi anni 2000. Un periodo in cui Oda, come detto dall’arcivescovo Luigi Renna, era «uno stipendificio». Gran parte del debito è nei confronti dell’Erario e in quota consistente verso le banche. Ma in mezzo ci sono anche i fornitori, e naturalmente, i lavoratori che solo in queste ore riceveranno uno stipendio su undici arretrati. Per tutto questo la Fondazione Opera diocesana di assistenza ha avviato lo scorso agosto il percorso per l’affitto del ramo sanitario. A dicembre Oda ha inoltre ottenuto l’accesso alla Composizione Negoziata della Crisi in Camera di Commercio, ma soprattutto ha ottenuto dal Tribunale le “misure protettive erga omnes” che bloccano le procedure esecutive da parte dei creditori.
