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La frana di Niscemi mette a nudo l'Italia fragile: il ministro Musumeci, «Tanti sciacalli in giacca e cravatta»

Misure urgenti e finanziamenti straordinari per contrastare un rischio idrogeologico diventato strutturale

04 Febbraio 2026, 11:03

11:56

«A Niscemi stop alle rate dei mutui»: l'annuncio di Musumeci

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Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, è intervenuto oggi al Senato per un'informativa urgente sul maltempo che ha devastato Sicilia, Calabria e Sardegna, con particolare attenzione alla drammatica frana di Niscemi. In un intervento carico di dettagli tecnici e stoccate politiche, ha descritto l'evoluzione degli eventi, le misure del Governo Meloni e il contesto di un rischio idrogeologico che in Italia non è più un'emergenza, ma una questione strutturale.

La frana di Niscemi: un disastro in continua evoluzione

Nella mattinata di domenica 25 gennaio, la frana di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ha subito un'accelerazione drammatica. "La scarpata ha raggiunto decine di metri di dislivello, con un coronamento che supera i 4 km di larghezza e continua a evolversi in modo retrogrado", ha spiegato Musumeci con precisione geologica. Le famiglie colpite sono state costrette ad abbandonare le proprie case in via definitiva, ma una soluzione stabile non è ancora stata definita. Il ministro ha ricordato che i sindaci, come prime autorità di protezione civile, devono avanzare proposte concrete, da validare con la comunità scientifica. Per questo, presso il Dipartimento Casa Italia, è stata istituita una commissione ad hoc per monitorare il fenomeno e valutare le possibili soluzioni.

Le misure del Governo: oltre le polemiche, i fatti

Il Governo Meloni non considera Niscemi un problema di risorse: i fondi sono disponibili per un piano condiviso con amministrazioni locali e Regione Siciliana. Musumeci ha elencato una serie di interventi immediati e strutturali: sospensione di tributi e adempimenti amministrativi, ammortizzatori sociali per i lavoratori, sostegno alle imprese danneggiate (soprattutto nel turismo e nell'export), semplificazioni burocratiche e stanziamenti straordinari per il ripristino delle infrastrutture. Nei prossimi giorni, ha assicurato, arriveranno risorse aggiuntive per le tre regioni colpite, sulla base di una stima dettagliata dei danni ancora in corso.

Rischio frane in Sicilia: un problema strutturale, non emergenziale

"Non è un'emergenza, è un problema strutturale", ha tuonato Musumeci citando i dati Ispra 2024: 9 comuni su 10 in Sicilia hanno aree a elevato rischio frane. E l'Italia non sta meglio, con il 94% dei comuni esposti a idrogeologico, valanghe ed erosione costiera. La prevenzione, ha sottolineato, è diventata per la prima volta una strategia politica nazionale del Governo Meloni, con investimenti concreti: 700 milioni dal Dipartimento Casa Italia per il rischio idrogeologico, 2 miliardi dal Mase per la prevenzione sismica, 600 milioni per infrastrutture pubbliche, 350 milioni per il bilancio 2026 e 1,2 miliardi dal PNRR alle regioni.

Musumeci non ci sta: "Sciacalli in giacca e cravatta"

Non sono mancate le critiche alla "campagna mediatica" che ha accusato di inefficienza il governo e lo stesso ministro. "Giudizi sommari, ricostruzioni in malafede, veri e propri sciacalli in giacca e cravatta dentro e fuori le istituzioni", ha attaccato Musumeci. "Prima di fare pagelle sulla credibilità altrui, bisognerebbe pesare la propria, conquistata col consenso popolare". Un messaggio diretto a chi, secondo lui, ha strumentalizzato la tragedia di Niscemi per scopi politici.

La storia del Pai 2022

Per la questione del Pai 2022 il ministro della protezione civile Nello Musumeci, che all'epoca era presidente della Regione, ha detto: «È chiaro che ho il diritto e il dovere di respingere, con fermezza, la rappresentazione che isola strumentalmente un singolo passaggio negli ultimi tre mesi del mio mandato dal maggio all’agosto del 2022», «quando, cioè, sarebbe stato a me notificato, ed è stato notificato, l'esito del Pai con R4 di una parte di quel fronte franoso, tentando così di coprire un quarto di secolo di inerzie, omissioni e sottovalutazioni di altri».

 «Non è compito mio cercare i responsabili. Ci penseranno altre istituzioni - aggiunge - ma non sono disposto a fare da copertura a chi aveva il compito istituzionale dopo il 1997 di intervenire per mettere in sicurezza quel territorio e non lo ha fatto». 

L'opposizione chiede le dimissioni e lo scioglimento dell'Ars

«L'unica cosa che fate in quella Regione è spartirvi gli incarichi uno per uno senza mai fare una gara, allora io chiedo al governo» di agire in base all’art 120 della Costituzione «esercitando poteri sostitutivi per fronteggiare un grave pericolo di incolumità o per i livelli essenziali» dal punto di vista dei diritti civili: «non si deve dimettere solo lei, va sciolta l’Ars e mandati tutti a casa» il presidente, «il resto sono solo chiacchiere e distintivo». Lo ha detto il leader di Azione, il senatore Carlo Calenda intervenendo in Aula al Senato dopo l’informativa del minstro Nello Musumeci su Niscemi.

«Le dichiarazioni del ministro Musumeci sono imbarazzanti e rappresentano l’ennesimo tentativo di scaricare responsabilità invece di assumere fino in fondo il ruolo che il suo incarico impone, anche in virtù dei suoi trascorsi alla presidenza della regione Siciliana. Parlare di “sciacallaggio” di fronte a quanto è accaduto in Sicilia è fuori luogo e offensivo nei confronti di una comunità che ha subito danni gravissimi e che continua ad attendere risposte concrete». Lo afferma, in una nota, il parlamentare nazionale Dem e segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo.

«In momenti come questo - aggiunge Barbagallo - chi governa dovrebbe avere l’umiltà di chiedere scusa e il coraggio di prendere atto dell’incapacità e dell’inadeguatezza del governo Meloni nel prevenire e nel gestire situazioni di emergenza di questa portata. La verità è che, al netto degli annunci e delle polemiche, quanto fatto finora dal governo è del tutto irrilevante. Mancano interventi strutturali, risorse adeguate e una strategia seria per mettere in sicurezza il territorio siciliano e sostenere cittadini, imprese ed enti locali colpiti. La Sicilia non ha bisogno di capri espiatori né di propaganda. Ha bisogno - conclude il segretario del Pd Sicilia - di un governo che si assuma le proprie responsabilità, lavori con competenza e dia risposte rapide ed efficaci

Il contesto parlamentare: calendario invariato

L'informativa è arrivata dopo il rifiuto della proposta del capogruppo M5S Stefano Patuanelli di trasformarla in comunicazioni con votazione di mozioni (81 no, 57 sì, 1 astenuto). Il calendario dell'Aula non cambia: subito dopo Musumeci, intorno alle 11, è atteso il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per parlare degli agenti Ice Usa alle Olimpiadi di Milano-Cortina e degli scontri al corteo di Torino dello scorso sabato.

La frana di Niscemi e il maltempo al Sud raccontano un'Italia fragile, dove il dissesto idrogeologico è una minaccia quotidiana. Musumeci insiste: servono prevenzione, responsabilità locale e meno polemiche. Il Governo Meloni, dice, è pronto a fare la sua parte. Resta da vedere se sindaci e regioni risponderanno con la stessa determinazione.