13 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:01
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L'indagine

Stupro di gruppo alla Villa Bellini: «Discrasie fra consulenze e le parole degli stessi imputati»

Parlano i legali della ragazza violentata due anni fa e dell'ex fidanzatino bloccato dal branco

04 Febbraio 2026, 17:30

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I rilievi dei carabinieri dopo lo stupro subìto da una 13enne alla Villa Bellini

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Un processo che si avvia verso la conclusione. Due o tre udienze, al massimo, mancano alla sentenza del processo nei confronti dei quattro giovani egiziani accusati dello stupro di gruppo avvenuto due anni fa alla Villa Bellini di Catania. Erano proprio i giorni delle celebrazioni agatine quando la tredicenne è stata violentata nei bagni del parco comunale da due ragazzi spalleggiati dal branco. La minorenne era in compagnia dell'allora fidanzatino, che fu bloccato dal gruppo di bruti in modo da impedirgli di poter interrompere gli abusi. Fu grazie alla collaborazione di uno degli imputati che i carabinieri, coordinati dalla pm Anna Tranchillo e dal procuratore Sebastiano Ardita, riuscirono a identificare i sette responsabili. Ma furono anche le tracce del Dna rilevati negli indumenti intimi a inchiodare gli autori materiali (fra cui un minorenne) che sono già stati condannati. Anche se le sentenze non sono ancora definitive.

 

Ieri pomeriggio hanno discusso gli avvocati di parte civile. L'avvocato Cecilia Puglisi, che assiste la ragazzina stuprata, si è associata alle richieste di condanna avanzate dalla procura di Catania. E inoltre ha ribadito le discrasie che sono emerse da una consulenza di parte che - analizzando gli orari dei telefonini - individua l'arrivo degli imputati alla Villa Bellini solo 4 minuti prima del momento in cui la ragazza riesce a scappare dalle grinfie del secondo stupratore. Infatti questa ricostruzione è smentita - secondo l'avvocata di parte civile - dalle stesse dichiarazioni rese dai ragazzi che sono imputati come concorrenti alla violenza di gruppo. L'avvocata Eleonora Baratta, che assiste il fidanzatino, ha voluto ringraziare gli investigatori per la tempestività con cui sono riusciti a chiudere il caso. La penalista ha chiesto al Tribunale la condanna degli imputati con relativo risarcimento, ma ha voluto evidenziare la "severità" delle richieste di pena nei confronti degli imputati essendo soggetti poco più grandi delle due vittime che, forse per la loro cultura, non hanno ben compreso la gravità del loro comportamento.

Protagonisti dell'udienza anche gli avvocati delle associazioni antiviolenza che si sono costituite parte civile. Il processo è stato rinviato al 3 marzo quando concluderanno le parti civili e cominceranno le arringhe delle difese. I legali degli imputati completeranno il 31 marzo. Quel giorno potrebbe esserci il verdetto, anche se in calendario è stata messa anche un'altra data ad aprile per eventuali repliche.