il dibattito
Caltanissetta, la consigliera d'opposizione risponde al presidente: "Attacco strumentale". Le tre domande sul caso Tricoli riaccendono lo scontro politico
Petitto respinge le accuse di Tesauro e rilancia: tre domande su concorsi, conflitti d'interesse e l'inchiesta che blocca la provincia
Una replica durissima che riaccende lo scontro politico in Provincia e Comune. Annalisa Petitto, consigliere comunale e provinciale di Area Civica, respinge categoricamente le accuse rivolte dal presidente Walter Tesauro, bollandole come un "attacco strumentale e ritorsivo, costruito ad arte per screditare" la sua persona e la funzione di controllo che esercita. In una nota diffusa oggi, la consigliera accusa il sindaco-presidente di tentare di "spostare i riflettori" dal suo "silenzio colpevole", emblema di un "grave imbarazzo" di fronte alle responsabilità politiche emerse nella conferenza stampa di Area Civica del 23 gennaio scorso, dove erano state chieste le dimissioni.
Lo scontro si inserisce in un contesto bollente, segnato dall'inchiesta per corruzione della Procura di Caltanissetta su Marco Mancuso e Lorenzo Tricoli – entrambi indagati con richiesta di misure cautelari personali – e dalle denunce di Area Civica su un presunto "immedesimazione politica" di Tesauro con i due. Petitto non usa mezzi termini: "Basta guardare al contesto per comprendere il basso profilo di questo attacco".
Le tre domande senza risposta: il caso Tricoli e il "blocco unico"
Al cuore della replica, tre interrogativi precisi rivolti a Tesauro, che la consigliera definisce "semplici" e rivolti "non a me, ma alle comunità che rappresenta". Primo: "Perché ha consentito l'onnipresenza di Tricoli in Provincia?" soggetto gravato da precedenti penali ed erariali, con un "accesso pervasivo ai luoghi decisionali" e una "presenza costante" negli enti a guida Tesauro, "mai arginata, anzi avallata" dal presidente. Secondo: "Perché e secondo quali criteri gli ha conferito deleghe a rappresentare l'ente in assemblee come l'ATO, dove si giocano interessi economici e servizi essenziali per i cittadini?". Terzo: "Perché alle contestazioni formali, già da giugno 2025, non ha mai risposto, trincerandosi nel silenzio che altro non è se non imbarazzo?"
Petitto dipinge un quadro di rapporti non "fisiologici tra soggetti politici", ma di un "blocco unico ostentato in sedi istituzionali, mediatiche e nelle campagne elettorali". Ricorda gli esposti e le segnalazioni ignorate, culminati nella conferenza stampa del 23 gennaio con gli onorevoli Carmelo Miceli e Ismaele La Vardera, che parlarono di un "sistema inquietante" e chiesero a Forza Italia di prendere le distanze da Tesauro per evitare un commissariamento.
Il paradosso dei concorsi: rinuncia, sospensioni e carenza organica
Tesauro aveva puntato il dito contro Petitto per una domanda di concorso presentata nel 2024, mentre presiede la Commissione Trasparenza, definendola "paradossale". La consigliera ribatte punto per punto: la domanda risale a un'epoca senza "prospettiva di elezioni di secondo livello dei Liberi Consorzi", e in ogni caso sarebbe valutata da una "commissione terza". I concorsi furono sospesi nel marzo 2025 (Deliberazione Commissariale n. 29 del 7 marzo), a ridosso delle elezioni, e restano fermi salvo la determina di Tesauro del 19 dicembre 2025 – qualificata come "atto di indirizzo politico" – che demanda agli uffici la nomina delle commissioni. Comunicazione al consiglio solo il 28 gennaio 2026, seguita dalla rinuncia di Petitto il 4 febbraio: "A distanza di qualche giorno, quando i concorsi stanno per essere riattivati".
Chiarisce inoltre che l'ordine del giorno da lei firmato il 25 agosto 2025 – votato anche da Tesauro – riguardava "tutti i concorsi banditi dall'ente", non quello specifico, ed era una "battaglia di efficienza" per una Provincia con "
Conflitti di interessi nell'entourage e accuse di violazione privacy
Petitto allarga il tiro ai "conflitti di interessi" nel cerchio stretto di Tesauro: il portavoce, "ancora editore di una testata giornalistica online"; un assessore, "figlio del responsabile della ditta che ha in appalto il servizio di raccolta rifiuti". "Si adoperi a risolvere questi, piuttosto che gridare pateticamente a scandali che non esistono", scrive.
Punta poi il dito su un nodo sensibile: come un organo politico come il presidente sia "venuto a conoscenza e abbia divulgato informazioni nominative su partecipanti e rinunce a concorsi pubblici", attinenti a procedure amministrative. "Questione che ad ogni modo demanderò agli organismi competenti in materia di anticorruzione e privacy", annuncia, riservandosi "ogni tutela nelle sedi competenti, anche penale". Le affermazioni di Tesauro, "evidentemente false e ben lontane da una legittima critica politica", configurerebbero "l'attribuzione alla sottoscritta di un fatto specifico e determinato, presentato come verità", ledendo la sua reputazione e la funzione istituzionale "non suscettibile di condizionamenti ritorsivi".
Il contesto più ampio: dall'inchiesta corruzione allo stallo provinciale
Per inquadrare la querelle, va ricordato il quadro emerso dall'inchiesta nissena: Michele Mancuso (deputato regionale FI) indagato per corruzione con Tricoli, con accuse di tangenti e truffa alla Regione. Tesauro respinse le dimissioni il 24 gennaio, rimandando al "mittente" le responsabilità e negando irregolarità. Area Civica aveva già denunciato il "ruolo di Tricoli, Mancuso e Tesauro" in un "sistema di favori".
La Provincia di Caltanissetta langue con organico carente e avanzi non spesi, mentre l'opposizione spinge per consigli monotematici. Petitto chiude: "Resta fermo che la funzione di controllo non si piega". Tesauro non ha ancora replicato alla nota odierna, ma lo scontro sembra destinato a scaldare Palazzo con nuovi atti istituzionali.