l'inchiesta
In Finlandia le preoccupazioni per i rifiuti spediti dalla Sicilia. Un documentario indaga sulle ombre di Sicula Trasporti
Andato in onda sul canale Yle, il video racconta complessa vicenda della discarica di Lentini e si interroga sul monitoraggio - sull'Isola e a destinazione - delle ecoballe
«Grandi quantità di rifiuti vengono spedite in Finlandia dall'estero. Gran parte di questi proviene dall'Italia, dove la mafia è coinvolta nel traffico di rifiuti». Inizia così la presentazione di un documentario andato in onda dalla tv finlandese Yle e realizzato dalla corrispondente in Italia, Jenna Vehviläine, che racconta l'importazione nel paese scandinavo di decine di migliaia di tonnellate di spazzatura spedita anche dalla Sicilia, in particolare dall'impianto della Sicula Trasporti di Lentini, e denuncia la presenza di «plastiche triturate e odori nauseabondi» tra le balle arrivate nella penisola scandinava, cioè di elementi che non dovrebbero finire in un termovalorizzatore.
La discarica della Sicula è al centro di una complessa storia giudiziaria e ambientale, che però, è bene precisarlo, non riguarda reati di mafia. Gli ex proprietari Antonino e Salvatore Leonardi e altre persone sono stati condannati in primo grado, nel 2024, dal Tribunale di Catania a seguito dell'indagine "Mazzetta Sicula", nella quale si ipotizzavano i reati di associazione per delinquere, gestione illecita di rifiuti e corruzione.
«Le autorità hanno rilevato l'azienda, ma il nuovo direttore è sospettato di appropriazione indebita e associazione mafiosa», sottolinea la tv finlandese. Il riferimento è al commercialista Salvatore Virgillito, già presidente dell'ordine professionale di Catania, accusato nel 2025 dalla Procura di Messina di concorso esterno all’associazione mafiosa e peculato. In particolare i magistrati ritengono che il professionista sia «asservito alla famiglia mafiosa» degli Ofria di Barcellona Pozzo di Gotto. Virgillito, che ha sempre respinto le accuse, non è più alla guida di Sicula Trasporti. Il cda è presieduto da un altro commercialista, Salvatore Belfiore.
Nel documentario scorrono le immagini di discariche a cielo aperto in centro storico e di strade della provincia piene di rifiuti. E si racconta che il locale Ministero dei Trasporti ha indagato sulle aziende (non solo Sicula) che gestiscono le importazioni di rifiuti e ha riscontrato storie di condanne penali, trasporto illegale e corruzione. Mentre alcuni residenti sulle rive del Mar Baltico hanno trovato «plastica triturata» e denunciato odori sgradevoli.
Viene intervistata Raffaella Vinciguerra, la magistrata della Procura di Catania che si è occupata del caso Sicula. «Secondo Vinciguerra - racconta la tv finlandese - i tentacoli della mafia italiana penetrano in profondità nel settore dei rifiuti. Ha offerto ai produttori di rifiuti trasporti a prezzi bassi e poi ha scaricato illegalmente i rifiuti nell'ambiente. La mafia si è anche infiltrata nelle imprese pubbliche di smaltimento rifiuti. La gestione dell'immondizia è un'attività così diffusa tra la criminalità organizzata che in italiano esiste persino un termine per definirla: ecomafia».
Da qui la preoccupazione sul monitoraggio della spazzatura in entrata nel Paese scandinavo, per finire in un termovalorizzatore. Qui i controlli sono effettuati a campione. «Come funziona in Italia?», si chiede l'inchiesta giornalistica. La responsabilità è dell'Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale. E ai finlandesi non sfugge che proprio nell'inchiesta di Sicula vengono documentati episodi di corruzione di un ispettore Arpa. «Tra le altre cose, ha falsificato i verbali di ispezione e i documenti di trasporto dei rifiuti», si sottolinea. Fatti che però risalgono a un periodo precedente a quello dell'invio dei rifiuti all'estero.
Tra gli intervistati c'è anche Giampiero Trizzino - ex deputato regionale del Movimento 5 stelle, oggi membro del consiglio direttivo dell'organizzazione ambientalista Zero Waste - che ripercorre la situazione emergenziale dei rifiuti in Sicilia. «Pur avendo fiducia nelle autorità italiane - dice alla tv finlandese - considerando gli eventi passati, continuerei a effettuare una supervisione di follow-up, perché viviamo ancora in una situazione difficile».


